Arezzo – C’erano una volta le imprese “maschili”. Poi l’attenzione si è spostata su quelle in “rosa”, cioè a conduzione femminile. Ma la norma è spesso rappresentata da imprese che hanno entrambi i sessi alla loro guida. Frequentemente hanno una matrice familiare, sono cioè create o gestite da un nucleo familiare.
Carla e Enrico, ad esempio, sono fratello e sorella e guidano la CF di Fuochi & Caselli di Poppi che si occupa della verniciatura di legno e metallo. “Ci siamo divisi i compiti – ricorda Enrico Caselli. Mia sorella segue, in modo particolare, la parte amministrativa dell’azienda. Non credo che quando si parla di impresa ci siano poi fortissime differenze tra uomini e donne. Le regole del mercato e dell’organizzazione di un’azienda valgono per tutti. Le donne dimostrano comunque ottime capacità di organizzare e gestire le relazioni, sia all’interno che all’esterno”.
Un elemento condiviso anche da Mauro Cacioli che con la moglie Debora ha creato l’impresa Aba impegnata nel settore della bigiotteria in argento. “Per noi la data di matrimonio e di attivazione dell’impresa si sovrappongono. Ci siamo infatti sposati ed abbiamo cominciato a lavorare insieme nello stesso anno e cioè nel 1997. Io mi occupo di contabilità e di gestione del magazzino mentre Debora delle relazioni con i clienti e con i dipendenti. Sono convinto che all’interno di un’impresa non solo le professionalità ma anche gli elementi di diversità di carattere di un uomo e di una donna possano integrarsi e determinare risultati migliori. Spesso vediamo i problemi e le soluzioni in modo diverso ma questo è certamente un bene e non un male. La mediazione ci consente di raggiungere soluzioni più avanzate”.