Arezzo – La mostra di arte contemporanea “OTTOMARZO” si tiene alla ex chiesa della Madonna del Duomo di via Oberdan 61, da sabato 5 marzo (inaugurazione alle 18,30) al primo maggio. È aperta sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19,30; il giovedì e il venerdì dalle 16 alle 19,30. Ingresso libero. La mostra è curata dal collaudato binomio Susanna Bricchi – Igino Materazzi, già artefici di “Out of the sacred”.
Le opere esposte, provenienti dalla Serbia, dagli Stati Uniti, dall’India, dalla Cina o dalla più vicina Sansepolcro, sono realizzate da donne e hanno un richiamo diretto con l’universo femminile, fatto oggetto di violenza fisica o percorso da energia vitale.
“Una nuova mostra – ha sottolineato l'assessore alla cultura del Comune di Arezzo Camillo Brezzi – del ciclo Contemporanearte ideato da un'associazione che sta vivacizzando il panorama artistico e culturale della nostra città. Già con 'Out of the sacred' c'era forte un richiamo alla femminilità, basti pensare all'immagine della locandina con la donna che pregava con il mitra accanto, ora tale tematica viene ulteriormente arricchita e sviluppata”.
A ognuna delle 14 opere selezionate è stato abbinato uno dei dipartimenti dell’azienda sanitaria: “L'azienda – ha dichiarato Marzia Sandroni della Asl 8 – cerca di dare un'immagine dell'ospedale più accogliente e curata. Questo, da almeno due anni. Riteniamo che l'arte contribuisca a dare del reparto l'idea di luogo davvero di cura. In geriatria ci sono ad esempio opere di ex degenti. Un ambiente esteticamente più curato è anche luogo di lavoro piacevole per gli stessi dipendenti della struttura che sono, peraltro, in maggioranza donne”.
Maria Pia Bartolini dell'associazione Madonna del Duomo: “OTTOMARZO non è una mostra dove si parla di problemi o emarginazione femminile ma è una mostra che dimostra come le donne da oggetto di espressione artistica possano diventare soggetti protagonisti, con la loro intimità e vita sociale. Si parla poi tanto di globalizzazione: noi proviamo a tradurre questa parole in termini artistici per fare capire al visitatore cosa succede, attraverso i quadri, nel mondo”.
Susanna Buricchi e Igino Materazzi: “la provenienza geografica variegata ci aiuta a capire le visioni plurime esistenti oggi nei 5 continenti. È chiaro che il richiamo all'8 marzo non può essere trascurato ma questa seconda tappa di Contemporanearte ci serve a ribadire il confronto con la storia del luogo che ci ospita e i mezzi espressivi delle giovani generazioni che utilizzano anche video, fotografia e installazioni per veicolare le loro idee. Le opere sono recenti: dagli anni 90 a oggi. Lo stravolgimento che l'ultimo decennio dello scorso millennio ha portato su molti terreni si è riverberato anche sull'arte proprio con una produzione femminile che è stata in grado addirittura di sopravanzare la creatività maschile. Forse per la prima volta nella storia”.