Firenze – I militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di usura, nei confronti di un ristoratore del capoluogo toscano, I. F. (62enne), nato a Firenze e residente in Fiesole. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Firenze, Dott. Angelo Pezzuti, su richiesta del P.M. Dott. Leopoldo De Gregorio, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Firenze. Sei le ipotesi di usura prese in considerazione in ordine a rapporti intercorsi con un ex imprenditore, due commercianti di oggetti preziosi, un agente immobiliare, un commerciante d’arte ed un ristoratore.
Le tipologie di prestito riscontrate erano diverse a seconda delle esigenze delle “vittime”:
– prestiti di piccola entità (anche poche centinaia di euro da restituire in pochi giorni) per contingenti esigenze di liquidità;
– prestiti più consistenti (diverse centinaia di migliaia di euro da restituire in alcuni mesi) per imprenditori o commercianti in più gravi difficoltà economiche.
Il destinatario della misura cautelare (già gravato con precedenti penali per reati di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e favoreggiamento personale) traeva dalla sua impresa parte della liquidità necessaria per i rapporti usurai. A garanzia del prestito erano consegnati assegni post datati, comprensivi di interessi, che erano messi all’incasso tramite persone compiacenti oppure girati ad altre persone che ne avevano bisogno.
Ogni volta che era richiesta una proroga del prestito, l’usuraio stabiliva un nuovo piano di ammortamento con rate sempre più alte. I tassi di interesse riscontrati vanno dal 44 % all’876%.% (per un iniziale prestito di euro 21.500 l’usuraio aveva richiesto il pagamento, entro pochi mesi, di euro 25.000 ed euro 1.800 in contanti alla scadenza del termine, non avendo l’usurato estinto il suo debito).
In alcuni casi gli usurati erano costretti a garantire il prestito con contratti preliminari di vendita di immobili ovvero con polizze di pegno su gioielli di valore (in alcuni casi anche per un valore doppio rispetto a quanto dovuto).
In un caso si è anche accertato il progressivo e totale depauperamento del patrimonio di un usurato. Un imprenditore che all’inizio del 2000 aveva chiesto un prestito di euro 200 milioni (con un tasso di interessi del 120%), tra dilazioni e ricalcolo degli interessi (sugli interessi), a metà del 2010 aveva consegnato nelle mani dell’usuraio oltre euro 300 milioni e due appartamenti, risultando ancora debitore della somma di euro 80.000.
In un altro caso a fronte di un prestito di 95.000 euro, da restituire dopo un mese, sarebbero stati pattuiti interressi pari a 20.000 euro, garantiti da un contratto preliminare su un immobile sito in Firenze (Via Romana).
Nei confronti di soggetti che erano restii a pagare o che non erano puntuali nel consegnare il denaro scattavano subito le intimidazioni.
Nei confronti del soggetto sono in corso ulteriori accertamenti al fine di accertare quanto del suo patrimonio immobiliare e mobiliare provengano dall’illecita attività.
I. F. è stato associato al carcere di Firenze-Sollicciano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.