Arezzo – Sono 150 all'anno le donne che nella nostra Asl si sottopongono ad un intervento chirurgico per combattere l'incontinenza urinaria. Buona parte arrivano dall'Umbria o da altre province dell'Area vasta della Toscana meridionale. L'incontinenza urinaria da sforzo femminile interessa un quinto delle donne residenti nei Paesi Occidentali. Si interviene in genere su pazienti che hanno fra i 55 e i 60 anni, ma non mancano casi di giovani (28 – 30 anni) e di anziane (75 – 85 anni).
Negli anni le tecniche di intervento hanno portato a grandi miglioramenti. Domani (venerdì 28 gennaio), al San Donato, su iniziativa della U.O.S. Pavimento pelvico, si svolgerà un corso di aggiornamento destinato ad urologi e ginecologi dell'Area Vasta, su una metodica di avanguardia. Mentre in sala operatoria si procederà ad eseguire tre interventi su altrettante donne, questi saranno trasmessi nell'auditorium dove si illustreranno le nuove metodologie ed i prodotti utilizzati.
Fino a 10 anni fa, erano proposti interventi chirurgici che avevano un successo intorno al 40% nelle persone operate.
Da 10 anni a questa parte, seguendo le nuove tecniche inventate dai professori Papa Petros ed Ulsman, si procede con la introduzione di una piccola protesi da posizionarsi sotto l'uretra media: in un primo tempo retropubica, successivamente trans-otturatoria. La protesi è larga 2 cm e lunga 40 cm ed il materiale è un monofilamento di polipropilene.
La tecnica che sarà applicata per la prima volta domani al San Donato ed illustrata durante il Corso, prevede l'uso di una protesi trans-otturatoria più piccola (lunga 12 cm) da posizionarsi sotto l'uretra media: questa ha tra i vantaggi, una minor ospedalizzazione (si effettua in Day Hospital), una anestesia locale e la diminuzione dell'80% del dolore post-operatorio.
Dove questa metodica è già applicata (quasi esclusivamente all'estero) la guarigione con questa metodica va dal 92% al 98%.