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Cgil: con Fiom per no a referendum Fiat Mirafiori

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Roma (Labitalia) – Pieno sostegno alla Fiom nella battaglia per la vittoria dei 'no' al referendum sull'accordo della Fiat di Mirafiori, che si apre questa sera alle 22 tra i lavoratori dello stabilimento torinese. Con la consapevolezza che, in caso di vittoria dei sì alla chiusura delle urne domani alle 19,30, il sindacato dovrà trovare un modo per restare dentro la fabbrica e tutelare i lavoratori. E' questa la posizione delle singole categorie del sindacato, compatte, e allineate al leader del sindacato, Camusso, nel cercare una sintesi con la Fiom, che ha già annunciato l'indisponibilità a una 'firma tecnica' sull'accordo, che permetterebbe ai metalmeccanici di mantenere la rappresentanza sindacale dentro Mirafiori. "Il primo obiettivo è portare a casa tanti no -dice a LABITALIA Carla Cantone, segretario generale dello Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil a LABITALIA- e, se invece vinceranno i sì, a quel punto ci metteremo tutti intorno a un tavolo e decidereremo come riconquistare la presenza della Cgil e della Fiom in fabbrica". Un ragionamento condiviso anche da Franco Martini, segretario generale della Filcams Cgil. "Sicuramente il referendum – spiega – è il prodotto di un ricatto imposto dall'azienda ma proprio chi è stato costretto a esprimersi e a votare sotto ricatto ha, più di altri, bisogno di avere al suo fianco un sindacato che lo rappresenti e lo difenda. La Cgil deve stare dentro la fabbrica – aggiunge – anche in caso di vittoria dei sì, a contatto con lavoratrici e lavoratori, su questo la Filcams non ha dubbi". E anche per Franco Nasso, segretario generale della Filt Cgil, in caso di vittoria del sì sarà necessario trovare una mediazione con la Fiom "Discuteremo tra di noi – sottolinea – cercando una via d'uscita. E' chiaro che tutti, compresa la Fiom, hanno il problema di come stare vicino ai lavoratori in caso di vittoria del sì". Per Walter Schiavella, leader della Fillea Cgil, l'accordo di Mirafiori e il referendum sono "un attacco al sistema delle relazioni industriali", ma "non possiamo relegarci a un ruolo di mera opposizione sociale. Dobbiamo costruire ciascuno nella propria autonomia, ciascuno nell'esercizio pieno della propria autorità negoziale, le condizioni -c onclude – per stare in questi luoghi di lavoro con gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione".

Articlolo scritto da: Adnkronos