Roma, 22 nov. (AdnKronos) – “Occorrerebbe facilitare subito il passaggio dei lavoratori dalle aziende che stanno per uscire dal mercato a quelle nuove che vi entrano e al tempo stesso convincere i cittadini-consumatori che la concorrenza, per quanto a volte dolorosa per chi deve uscire e rientrare, abbassa i prezzi e fa aumentare il benessere generale. Anche questo è un campo in cui va ripresa l’iniziativa politica. Non è un obiettivo di destra o di sinistra, è semplicemente razionale”. Così il direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass Salvatore Rossi nel suo intervento al Forum Annuale Media Impresa Italiana a Como.
“Quando lo Stato interviene a salvare posti di lavoro in imprese morenti o a salvaguardare rendite localistiche e settoriali, con ciò sacrificando la concorrenza, la prima reazione dell’opinione pubblica è almeno in parte positiva. Come si può non soccorrere con fondi pubblici un lavoratore a rischio di licenziamento o non proteggere bottegai e artigiani contro nuovi entranti malintenzionati? Il problema è come lo si fa”, sottolinea Rossi.
Per usare una metafora sismologica, aggiunge il direttore generale della Banca d’Italia, “se un territorio è soggetto a periodici terremoti lo Stato può limitarsi a pagare i danni una volta che il disastro sia accaduto oppure costringere da subito gli abitanti a rendere le proprie case antisismiche. Il secondo modo è di gran lunga più efficiente, perché consente di risparmiare vite umane e denari pubblici. Ma è politicamente più impervio”.