Milano, 6 nov. (AdnKronos) – Nella cura di parchi e giardini pubblici vanno impiegati i professionisti del settore e va evitato che la manutenzione sia affidata a richiedenti asilo o presunti profughi in quanto “richiede una prestazione efficace da parte di personale esperto”. La richiesta arriva da un mozione della Lega -prima firmatario Federica Epis- discussa e approvata oggi a maggioranza (34 voti favorevoli, 32 contrari e 1 astenuto) al consiglio regionale della Lombardia.
Il documento impegna la Giunta a farsi parti attiva per raggiungere questo obiettivo, sollecita la verifica su come vengono utilizzati oggi i richiedenti asilo nel settore florovivaistico, anche attraverso la regolarità dei requisiti previdenziali e assicurativi. Inoltre evidenzia la necessità di concedere premialità nei bandi agli Enti locali lombardi che non fanno ricorso a richiedenti asilo ma a manutentori del verde pubblico professionisti. Un passaggio, questo, emendato dal consigliere Luca Del Gobbo di Noi con l’Italia che concede la premialità solo ai bandi per il verde pubblico, un passaggio fatto per sottolineare che la materia non riguarda la prestazione legata al volontariato.
Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Lombardi Civici Europeisti (Fabio Pizzul, Pietro Bussolati, Paola Bocci, Dario Violi e Niccolò Carretta) in Aula hanno definito la mozione “demagogica e strumentale perché solleva un problema che non c’è. Anzi -hanno detto- in questo modo si mettono in discussione le buone pratiche che utilizzano molte amministrazioni comunali, anche di centrodestra, che utilizzano in un ottica di percorso di integrazione i richiedenti asilo per sistemare aiuole e panchine”. Sullo stesso tema il Consiglio regionale ha invece respinto con 36 no, 15 sì e 13 astenuti il documento firmato da esponenti del Partito Democratico che chiedeva invece di favorire la diffusione delle iniziative per la cura del verde ricorrendo a soggetti beneficiari di ammortizzatori sociali ovvero detenuti e richiedenti asilo.