Roma, 2 nov. (AdnKronos) – Nuovo terreno di scontro tra il M5S e la Lega sulla norma, contenuta nel cosiddetto ddl ‘spazza-corrotti’, sulla trasparenza delle donazioni destinate ai partiti politici, ai movimenti, alle fondazioni e alle associazioni ad essi riconducibili. Si tratta, nello specifico, della misura (cavallo di battaglia dei grillini già dai banchi dell’opposizione) che prevede la tracciabilità di tutti i finanziamenti ai partiti, entro 15 giorni dall’avvenuta donazione.
“Magari ci sono dei problemi interni alla Lega – dice sibillino Luigi Di Maio in una lunga diretta su Fb tornando a chiedere, tra le altre cose, la riforma della prescrizione – non lo so e non mi interessa: ho visto che sono stati presentati addirittura emendamenti soppressivi alla trasparenza dei partiti e delle fondazioni che è nella legge ‘spazza-corrotti'”. Ed effettivamente, sfogliando il faldone degli emendamenti al ddl anti-corruzione spunta una proposta di modifica soppressiva dell’intero articolo 9 e firmata dai leghisti Iezzi, Bordonali, De Angelis, Giglio Vigna, Invernizzi, Maturi, Stefani, Tonelli, Vinci.
Non solo. I medesimi deputati del Carroccio propongono anche un colpo di spugna dell’articolo 10, che prevede sanzioni per chi, appunto, non dichiara le donazioni destinate a partiti e fondazioni. Un modo, per la Lega, anche per mantenere vivo l’asse con Forza Italia, fortemente critica nei confronti del ddl Bonafede.