Roma, 3 ott. (AdnKronos) – In un paese come l’Italia dove l`88 per cento dei trasporti commerciali avviene su gomma l’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti nel commentare l’aumento dell’11,4% annuo del prezzo del gasolio che ha raggiunto 1,531 euro al litro dopo aver raggiunto a settembre la quotazione mensile massima dal 2015. Un andamento analogo a quello della benzina che ha toccato in modalità self service i 1,652 euro al litro dopo aver raggiunto in media a settembre il record del quadriennio.
A subire gli effetti del caro benzina sono gli alimentari con ogni pasto che, sottolinea la Coldiretti, percorre in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole. L’aumento medio dei prezzi alimentari è infatti è risultato superiore del 27% rispetto alla media dell’inflazione pari a 1,5% a settembre secondo l’Istat.
Si tratta, continua la Coldiretti, del risultato dell’andamento dei prezzi del petrolio spinti dalle tensioni internazionali a partire dalle difficili relazioni tra Stat Uniti e Iran che rappresenta una minaccia anche per la ripresa della crescita in Italia. Gli effetti dei costi energetici pesano sui conti delle famiglie ma anche delle imprese e rende più onerosa la produzione.