Roma, 2 ott. (AdnKronos) – “Mi attribuiscono il calo dell’euro sul dollaro, una potenza assoluta. Qualcosa che dovrebbe fare riflettere quelli che dicono che il nostro sistema euro è solidissimo. Basta travisare una mia dichiarazione ad una trasmissione radio stamattina per mettere in crisi la moneta continentale, è paradossale”. Lo ha sottolineato Claudio Borghi, della Lega, presidente della commissione Bilancio della Camera, intervenendo a ‘Dentro i fatti’ su Tgcom 24. “Io in realtà -ha ribadito- stamattina ho detto una cosa semplice, la stessa che ripeto da tempo, le mie convinzioni sulla moneta unica sono note, è inutile anche ripeterle, ma l’uscita dall’euro non è parte del contratto e quindi non è parte dell’agenda di governo, l’ha ripetuto anche il presidente del Consiglio, è curioso che si debba continuare a dire la stessa cosa, evidentemente il fatto di scrivere di retroscena, di secondi pensieri, di piani segreti va bene per un romanzo di Tom Clancy o qualcosa del genere”.
“Nel nostro caso stiamo facendo una cosa molto lineare, semplicemente proponendo di avere un minimo di risorse per mettere in atto il programma senza alzare le tasse. Se uno mi chiede cosa ne penso dell’euro, la risposta ufficiale è la stessa, la mia convinzione sulla moneta unica, ovvero che l’Italia avrebbe dei vantaggi da una moneta sovrana, ci ho scritto dei manuali, come posso smentire. Ma al di là della convinzione personale, c’è un contratto di governo precisissimo, l’argomento è stato trattato subito in prefazione: discutiamo la moneta unica o no? La risposta è stata no, e quindi basta. L’uscita dall’Italia dall’euro -ha concluso Borghi- non è sul tavolo, non è nel programma”.