(AdnKronos) – In un quadro generalmente positivo con dei lievi segnali di attenzione sul fronte delle liquidazioni, in alcune regioni il miglioramento tarda a manifestarsi. È il caso della Calabria, del Lazio e della Sicilia, in cui il numero dei fallimenti “ha continuato ad aumentare nella prima parte del 2018, rimanendo a livelli doppi o comunque molto più elevati rispetto a quelli del 2008”, fa notare Cerved. La fase congiunturale positiva ha prodotto un calo delle procedure in tutta la Penisola, anche se con tendenze diversificate. Nel Nord-Est il numero di fallimenti è ormai rientrato su livelli fisiologici: nella prima metà del 2018 sono fallite 971 imprese, il 16% in meno dell’anno precedente e un dato vicino a quello del 2008.
Più lento il miglioramento nelle altre aree: nel Nord-Ovest si contano 1.808 procedure, cui corrisponde un calo del 3,1% su base annua che ha riguardato tutte le regioni dell’area. Nel Centro sono fallite nella prima metà dell’anno 1.582 aziende, un numero non lontano da quello dell’anno precedente (-1,7% rispetto ai 1.610 casi dei primi sei mesi 2017). Qui, pesa il dato del Lazio, regione in cui il trend positivo si è interrotto e i fallimenti sono tornati ad aumentare (+1,4%). Nel Sud e nelle Isole sono state aperte 1.603 procedure fallimentare, in calo del 5,1% su base annua: tra le regioni meridionali, migliorano Puglia, Campania, Molise e Sardegna ma tornano a peggiorare Basilicata, Calabria e Sicilia.
Per quanto riguarda le procedure non fallimentari, accelera nel secondo trimestre del 2018 il loro calo: tra marzo e giugno ne sono state aperte 300, un terzo in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. Nei primi sei mesi del 2018 sono state presentate solo 246 domande di concordato preventivo (-27% su base annua), il numero più basso osservato al 2008. I dati evidenziano che l’utilizzo del concordato è in calo in tutta l’economia: dal punto di vista settoriale le riduzioni sono maggiori nelle costruzioni (-33%) e nell’industria (-28%), rispetto a quanto osservato nei servizi (-18%). Dal punto di vista geografico, il calo è molto accentuato nel Centro (-53%) più di quanto osservato nel Nord-Ovest (-21%), nel Nord-Est (-13%), nel Mezzogiorno (-8%).