Milano, 20 ago. (AdnKronos) – Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “aveva un rappresentante all’interno del cda di Autostrade per l’Italia, il sindaco Antonio Parente, che però è stato un controllore dormiente. Parente ha visto e approvato bilanci in cui Autostrade per l’Italia distribuiva utili strepitosi e rallentava la manutenzione, anziché alzarsi dal tavolo e segnalare la cosa al Ministero”. Lo afferma Dario Balotta, presidente di Onlit, l’Osservatorio nazionale liberalizzazioni infrastrutture e trasporti dopo il crollo del ponte Morandi a Genova.
Inoltre, continua, “presidente del collegio dei sindaci di Aspi è stato per alcuni anni Antonio Mastrapasqua, ex presidente Inps, ma forse era troppo impegnato con i suoi 24 incarichi per esercitare a dovere la sua funzione di controllo, anche se non era di nomina ministeriale”.
Infine, “quanto al viadotto Morandi a fronte di una manutenzione importante prevista per l’autunno, Aspi avrebbe dovuto contingentare il traffico del 50%, riducendolo da 100 a 50mila veicoli al giorno, abbassando anche la velocità a 30 chilometri orari e il limite di peso dei veicoli, ma questo avrebbe ridotto gli introiti per la società, che ha preferito continuare come se niente fosse lasciando la sicurezza in secondo piano”, conclude il presidente dell’Onlit.