(AdnKronos) – Nel settore danni si registra un significativo miglioramento del combined ratio, che si attesta al 93,0% (95,1% netto riassicurazione) rispetto al 95,3% dello stesso periodo del 2017, pur confermando la tradizionale linea di prudenza. Il loss ratio, incluso OTI ratio, si attesta al 66,2% (68,1% al 30 giugno 2017). L’expense ratio è pari al 26,8%, rispetto al 27,2% dello stesso periodo 2017. Il risultato ante imposte del settore è positivo per 329 milioni di euro (368 milioni nei primi sei mesi del 2017).
Il risultato ante imposte del comparto bancario è positivo per 18 milioni di euro, contro i ‐940 milioni dei primi sei mesi dell’esercizio 2017, che risentivano degli effetti del piano di ristrutturazione avviato proprio con la Semestrale 2017. Gli impieghi verso clientela, al netto degli accantonamenti, sono ammontati a circa 7 miliardi di euro, contro i 7,9 miliardi di euro a fine 2017. La diminuzione è legata principalmente alla scissione in favore di UnipolReC del portafoglio sofferenze di Unipol Banca. Lo stock di credito deteriorato netto, al 30 giugno 2018, risulta pari a 434 milioni di euro (‐14%) con coverage ratio sulle sofferenze pari al 77% e sugli unlikely to pay pari al 46%, ai migliori livelli del mercato.
Al 30 giugno 2018 il patrimonio netto consolidato ammonta a 6.692 milioni di euro (7.453 milioni al 31 dicembre 2017), di cui 5.352 milioni di pertinenza del Gruppo. Per quanto concerne l’indice di solvibilità di Gruppo, al 30 giugno 2018 il rapporto tra fondi propri e capitale richiesto è pari a 160% in flessione rispetto al 166% del 31 dicembre 2017, per effetto in particolare dell’allargamento dello spread sui titoli governativi italiani. A livello di Gruppo Bancario Unipol il CET 1 è pari al 30,1% (31,5% al 31/12/2017). La variazione negativa è principalmente riconducibile all’allargamento dello spread sui titoli governativi italiani.