(AdnKronos) – “Per quanto riguarda i fondi stanziati con il decreto del marzo 2015, abbiamo inoltre riscontrato – evidenzia il Mit – come molte Regioni non abbiano ancora provveduto a concludere gli interventi coperti dal Ministero in precedenza. Solo cinque enti, giusto per dare un riferimento, si trovano oggi sopra la pur magra soglia del 25% per quanto riguarda il completamento delle riqualificazioni degli alloggi finanziate oltre tre anni fa. E questo non è accettabile”.
“Come dicastero, quindi, abbiamo avanzato una proposta, peraltro flessibile e con opzioni di compromesso, per ripartire i fondi utilizzando, almeno parzialmente, gli stessi criteri del decreto del 2015 (numero alloggi Erp e popolazione residente in affitto), già approvati all’unanimità anche dalle Regioni”.
“Il Mit – puntualizza – non vuole togliere niente a nessuno. Conosciamo le situazioni di carenza in termini di edilizia popolare, in particolare al Sud ma non solo. Siamo, anzi, certi che gli alloggi di edilizia residenziale pubblica delle Regioni che oggi dissentono, abbiano un gran bisogno, come tutti gli altri, di interventi di ristrutturazione. Tuttavia, sarebbe opportuno che prima di chiedere altri soldi allo Stato i governatori si impegnassero a completare gli interventi già finanziati”.