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Russia: makinatzia, quell”hashtag’ di Stalin contro la legge truffa

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Roma, 6 ago. (AdnKronos) – Interferenze ed ingerenze per influenzare il dibattito politico di un’altra Nazione. Un tema entrato prepotentemente negli ultimi mesi nei rapporti tra Russia da un lato, Stati Uniti e Paesi occidentali dall’altro, ma che nella storia in qualche modo ha sempre caratterizzato le vicende più o meno conflittuali relative agli equilibri geopolitici, dove anche le armi della propaganda svolgono un ruolo non secondario. Basti pensare a quanto accaduto nel periodo della guerra fredda e della contrapposizione tra l’Alleanza atlantica e il Patto di Varsavia, quando troll, Facebook, Twitter e relativi profili erano ancora di là da venire.
Ad esempio pare che sia nato dall’espressione makinatzia utilizzata da Stalin, oggi diremmo un hashtag, il termine legge truffa con il quale la sinistra si scagliò contro la proposta di riforma elettorale presentata all’inizio degli anni Cinquanta dalla Dc, che prevedeva un premio di maggioranza per la coalizione che avesse raggiunto il 50 per cento. A raccontarlo e Victor Zaslavsky nell’opera ‘Lo stalinismo e la sinistra italiana’, nella parte dove si narra dell’incontro al Cremlino tra il leader sovietico e il segretario del Psi Pietro Nenni, a Mosca per ricevere il Premio Stalin.