Roma (Labitalia) – L'ultimo caso a Chivasso (Torino), dove un'insegnante, in un intero anno scolastico, ha lavorato solo 5 giorni ed è stata denunciata. Ma tra i fatti di cronaca, anche i 10 pubblici dipendenti dell'ospedale Rummo di Benevento accusati di essere reiteratamente assenti dal posto di lavoro, senza giustificato motivo, per effettuare incombenze personali o familiari o le 69 persone segnalate dai carabinieri alla Procura della Repubblica per il reato di truffa aggravata ai danno della Asl di Brindisi. Tra gli indagati figurano dirigenti medici, infermieri, fisioterapisti, impiegati amministrativi, tutti dipendenti o convenzionati con la Asl pugliese, che si facevano timbrare da persone compiacenti il badge marcatempo, allontanandosi poi dal luogo di lavoro, magari per fare shopping, o accompagnare i propri figli a scuola. Insomma, tornano alla ribalta casi di assenteismo nel settore pubblico. Per i sindacati, però, non esiste attualmente alcuna 'emergenza assenteismo'. Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl Fp, sottolinea che il fenomeno "c'è quando i dirigenti non fanno bene il loro lavoro". E per Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola, "sono già state introdotte modalità di verifica e di controllo dell'assenza per malattia più incisive di quelle adottate nel settore privato". "L'assenteismo nel pubblico impiego c'è quando i dirigenti non fanno bene il loro lavoro", afferma con LABITALIA Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl Fp, che ci tiene a sottolineare come oltrettutto "l'assenteismo non sia solo quello fisico dal posto di lavoro, ma anche quello di chi fa male il suo lavoro". "Laddove il dirigente non controlla, non stimola e non organizza al meglio il settore di cui è responsabile -spiega il leader della Cisl Fp- sbaglia, nel pubblico come nel privato. L'assenteista, poi, fa un danno, per prima cosa, ai suoi colleghi, e per seconda cosa ai cittadini, che con le loro tasse gli pagano lo stipendio". In conclusione, sostiene Faverin, "non c'è un'emergenza assenteismo". "E' giusto dire -prosegue- che nel pubblico impiego in 'qualche area', in 'qualche zona', c'è assenteismo, ma dire che in tutto il pubblico impiego c'è assenteismo è sbagliato". Per quanto riguarda in particolare la scuola, poi, "il tasso di assenteismo è molto più basso rispetto al resto del pubblico impiego", afferma con LABITALIA Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola, per cui "il trend delle assenze nella scuola non è preoccupante". Di Menna sottolinea infatti che anche per insegnanti e dipendenti scolastici "sono state introdotte nuove modalità di verifica e di controllo nelle assenze per malattia, compreso l'allungamento della fascia oraria per la reperibilità per la visita fiscale, che adesso è più lunga di quella in vigore per il privato". Le visite fiscali per un dipendente privato, infatti, si possono effettuare dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, mentre quelle per un lavoratore pubblico dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle18. Non solo. "E' stata anche introdotta la trattenuta sullo stipendio per ogni giorno di assenza, con l'unica eccezione delle assenze dovute a terapie necessarie in caso di gravi patologie". Insomma, conclude Di Menna, "meccanismi di controllo ce ne sono e anche nell'ultimo contratto collettivo nazionale, è stato posto il limite alle assenze dovute non a malattia, a 9 giorni l'anno".
Articlolo scritto da: Adnkronos