Milano, 28 mag. (AdnKronos) – I leader di Lega e Movimento 5 Stelle sul contratto di governo e su un potenziale ministro “ambiguo” come Paolo Savona all’Economia “hanno bluffato, ma sono stati chiamati”. Ora, però, alle prossime elezioni dovranno esplicitare le proprie posizioni sul futuro dell’Italia nell’Unione europea e nell’euro. Riccardo Puglisi, professore associato di Economia politica all’Università di Pavia, si richiama al poker per descrivere la situazione emersa ieri nello scenario politico italiano. “Il pericolo principale”, spiega Puglisi contattato dall’Adnkronos, era il contratto di governo fra M5S e Lega, “che includeva misure con un saldo negativo di 95 miliardi di euro, circa 6 punti di Pil, una cosa totalmente folle dal punto di vista dei conti pubblici di un Paese con il debito pubblico oltre il 130% del Pil”.
Un rischio “che si combinava alla figura ambigua di Paolo Savona, che non ha fatto mistero di aver pensato a un piano ‘segreto’ per uscire dall’euro”. Da Savona al Ministero dell’Economia, dice Puglisi, “nella versione migliore del mondo mi sarei aspettato saggezza dovuta alla sua esperienza, nella versione peggiore mi sarei aspettato avventurismo pericoloso a motivo di senilità. E su questo c’era troppa incertezza”. Sui due punti “qualcuno ha provato a bluffare, ma è stato chiamato”. E a chiamare il bluff è stato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,
In ogni caso, secondo l’economista, nel breve termine su Piazza Affari e sui titoli di Stato italiani “c’è una volatilità che va scontata, ma senza drammi eccessivi. Bisogna stare attenti alla curva dei tassi di interesse e vedere se quelli a breve si spostano verso l’alto, cosa che al momento non si vede”.