Milano, 3 mag. (AdnKronos Salute) – Informare i pazienti e formare i medici per porre un freno all’emergenza ‘bufale’, un fenomeno sempre più allarmante nell’era di web, social network e dottor Google. Armando Santoro, direttore dell’Humanitas Cancer Center, commenta con favore l’intesa stretta dall’Istituto superiore di sanità con l’AdnKronos Salute e il suo canale Doctor’s Life, in onda h24 su Sky (canale 440). L’esperto sottolinea da una parte i rischi delle fake news vere e proprie, ma dall’altra anche il pericolo di veicolare illusioni su terapie possibili e tuttavia ancora molto lontane.
“Una corretta informazione – dichiara all’AdnKronos Salute l’oncologo dell’Irccs milanese di Rozzano – è un momento fondamentale nel rapporto medico-paziente finalizzato a instaurare un trattamento adeguato alla condizione del malato. E l’informazione deve essere corretta – precisa Santoro – sia nel dialogo fra medici e pazienti, sia da parte delle fonti alle quali i malati attingono. Sono assolutamente contrario a canali di informazioni non ufficiali che, non essendo controllati, rischiano di diffondere false notizie nella maggior parte dei casi, se non sempre. Ciò produce un danno notevole”, avverte l’esperto: “Possono essere date ai pazienti speranze senza fondamento, basate su presunti trattamenti con supporti scientifici inconsistenti; oppure, tantissime volte possono portare i pazienti a compiere scelte terapeutiche sbagliate, preferendo false scorciatoie a terapie validate e potenzialmente efficaci”.
Nel mettere i malati su una cattiva strada, “una certa responsabilità ce l’ha a volte anche la stampa ufficiale – riflette il direttore dell’Humanitas Cancer Center – con l’abitudine di dare enfasi eccessiva a informazioni che hanno sì una base scientifica, tuttavia si riferiscono a risultati molto preliminari, magari ancora preclinici, di laboratorio. Si rischia così di dare l’idea di una soluzione già pronta, di un farmaco già disponibile o in arrivo a breve”. Attenzione, perché “pur partendo da una notizia scientificamente fondata – avverte Santoro – anche questa in un certo senso è una fake news”.
Buona informazione ai ‘pigiami’, dunque, unita però a una specifica formazione ai ‘camici’. Per l’oncologo “anche una corretta informazione ai medici su come rapportarsi con i pazienti su tematiche come queste è cruciale, anzi dovrebbe essere uno degli elementi portanti della preparazione specialistica”, nell’iter di studi e nell’aggiornamento. “Perché un’informazione esaustiva – è convinto Santoro – senza dubbio riduce nettamente il rischio che i pazienti o i loro familiari possano cadere nella rete di una falsa notizia”.