Home Nazionale L’ultimo saluto ai ciclisti travolti e uccisi

L’ultimo saluto ai ciclisti travolti e uccisi

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Catanzaro (Adnkronos/Ign) – Oggi è il giorno del dolore a Lamezia Terme (Catanzaro). Un applauso scrosciante ha accolto le sette bare dei ciclisti morti nel terribile incidente sulla Ss18 , allo stadio Guido D'Ippolito dove si è svolta la cerimonia funebre, presieduta dal vescovo mons. Luigi Cantafora. Ad aprire il corteo d'ingresso in uno stadio gremito di gente sono stati gli atleti della squadra ciclistica di cui le sette vittime facevano parte. Gli atleti si sono disposti sui lati del tappeto sul prato dello stadio aprendo un corridoio attraverso il quale i sette feretri hanno raggiunto l'altare dove erano già state posizionate le foto. Ogni bara era accompagnata da una bicicletta. Dietro il corteo il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza. Insieme all'applauso dei cittadini di Lamezia si sono levate le urla strazianti di dolore dei famigliari. Sopra ogni feretro è stata posizionata una maglietta da ciclista e, per gli avvocati, anche una toga. Diverse persone hanno accusato malori durante la cerimonia. Il forte sole che batte sullo stadio D'Ippolito e il caldo hanno provocato malesseri di alcune delle circa 10mila persone: una è stata portata fuori dallo stadio in barella. L'assistenza è curata dalla Protezione civile e dalla Croce rossa italiana che stanno distribuendo alcune bottiglie di acqua. "Noi abbiamo sempre bisogno di capire le dinamiche, spiegare le cause di fatti cosi' terribili, attribuire le colpe: quindi e' cominciata la ridda di sentimenti contrastanti e di sfoghi legittimi" ha detto il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi Cantafora, nell'omelia. "Ma davanti a questi nostri fratelli, davanti al dramma della vita e della loro morte – ha detto il religioso – le domande si fanno piu' profonde, le domande cercano risposte, oltre che in noi, soprattutto nella parola di Dio. La ragione cerca risposte, il cuore cerca risposte, la fede cerca risposte. Giobbe non se la prende con nessuno ma entra nel Mistero. Non e' questo il tempo di puntare il dito o di cadere nei luoghi comuni. Piuttosto, chiediamo al Signore di saper accogliere la sua luce che viene dall'alto" Cantafora ha riportato la vicenda biblica di Giobbe, messo a dura prova senza mai pero' scalfire la sua fede in Dio. E ha invitato a seguire l'esempio di Gesu' che "non minimizza il male, non fa finta che non ci siano errori e colpevoli. Ma li smaschera e vince con un amore piu' grande, un amore gratuito che vince ogni peccato e ogni morte". Al termine del funerale, uno dei parenti delle vittime nel suo ricordo ha accusato le istituzioni della tragedia: "Sei stato vittima dello Stato e delle istituzioni che non tutelano abbastanza il cittadino", ha detto il genero di Rosario Perri. "Questi morti ce li abbiamo sulla coscienza tutti e soprattutto chi ha permesso che simili persone siano ancora sulla strada", ha detto ancora riferendosi al marocchino arrestato. L'uomo ha ringraziato a nome di tutti i famigliari le persone che si sono strette attorno a loro in questi "giorni di strazio che chi non passa non puo' capire". La figlia di una delle vittime, Vinicio Poppin, ha ricordato il padre: "Abbiamo sentito in questi giorni, tra una lacrima e l'altra, il tuo abbraccio forte. Continua a farlo". "La casa parla di te, gli occhi di mamma parlano di te e anche io e Danilo che ti somigliamo molto. Ricordano che sei stato una persona speciale. Sei andato via – ha detto ancora – con la bici, con i tuoi amici quelli veri, con la passione per il ciclismo che amavi tanto". A margine del funerale il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Talarico ha espresso "il cordoglio a tutti i famigliari. Non ci sono parole che possano colmare il sentimento di sconforto di tutti, non soltanto dei famigliari. Basta vedere quanta gente c'è oggi allo stadio per il funerale". "E' una giornata triste per la città di Lamezia e per la Calabria intera", aggiunge. Alla esequie è presente anche la vicepresidente della giunta regionale Antonella Stasi. Un telegramma è stato inviato dal segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone al vescovo di Lamezia Terme monsignor Luigi Cantafora per esprimere il suo "profondo cordoglio" per i sette ciclisti. Oggi a Lamezia tutto tace: è lutto cittadino. E' stato proclamato dall'amministrazione comunale ''per manifestare in modo tangibile, solenne ed ufficiale il dolore dell'intera città nei confronti dei sette lametini coinvolti nel terribile incidente stradale''. Così le scuole sono invitate ad osservare un minuto di raccoglimento e i titolari di negozi e aziende, le organizzazioni sociali e culturali ad esprimere la loro partecipazione mediante la sospensione delle attività negli orari dei funerali e tutti i cittadini ad essere vicini al dolore. Gli edifici comunali, gli enti pubblici e privati, gli edifici scolastici di ogni ordine e grado espongono le bandiere a mezz'asta. Ieri sera una folla commossa ha reso omaggio alle vittime alla camera ardente allestita nella chiesa di San Giovanni di Calabria. E' arrivato anche il sindaco di Lamezia, Gianni Speranza.

Articlolo scritto da: Adnkronos