(AdnKronos) – Altro dato significativo che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro Crif è rappresentato dal calo dell’importo medio richiesto, che a livello di intero anno 2017 si attesta a 72.737 euro (-8,4% rispetto al 2016). Entrando maggiormente nel dettaglio, però, si osservano trend opposti, con le imprese individuali che hanno mediamente richiesto 32.993 euro, facendo segnare una crescita del +3,3% rispetto all’anno precedente che tuttavia non riesce a compensare del tutto la flessione pari a -8,6% dell’importo richiesto dalle società di capitali, che si attesta a 99.870 euro.
“Il 2017 si è chiuso con una performance leggermente inferiore alle attese per le richieste di finanziamento da parte delle imprese italiane, nonostante gli stimoli introdotti per rafforzare lo sviluppo del tessuto imprenditoriale del Paese e gli incentivi previsti dal Piano Nazionale Industria 4.0. Va però segnalato come, da analisi qualitative che abbiamo condotto, il risultato sembri influenzato particolarmente dal ridimensionamento delle richieste di rivalitazione dei crediti rispetto al recente passato, a fronte di una maggiore vivacità delle richieste di nuovo credito”, commenta Simone Capecchi, Executive Director di Crif.
D’altro canto, aggiunge, “confidiamo che la crescita degli investimenti e delle esportazioni, strattamente legate al progressivo consolidamento del quadro macro-economico, possa dare ulteriore slancio al comparto, favorito anche dallo sviluppo tecnologico in corso e sorretto dal sistema creditizio italiano”. Banche e società finanziarie specializzate, rileva, “possono sfruttare con le nuove tecnologie disponibili, a costi accessibili, il patrimonio informativo disponibile su imprese e territori per sviluppare indicatori predittivi e benchmark settoriali da introdurre all’interno dei sistemi di valutazione delle richieste di finanziamento. Inoltre, il lavoro congiunto di banche e imprese nello sfruttare al meglio ciò che le nuove regolamentazioni mettono a disposizione per favorire un migliore e più semplice accesso al credito è una delle chiavi che ci rendono ottimisti nel medio periodo”, conclude Capecchi.