(AdnKronos) – “Sono in Parlamento da 17 anni e, nonostante questo, ogni volta che varco l’Aula di Montecitorio mi emoziono come un bambino. Grazie a te ho avuto un regalo immenso: fare il Vicepresidente della Camera e, grazie a te, ho avuto un incommensurabile onore: essere candidato a Sindaco della mia città, la citta che amo, Roma”, ricorda.
“E ho capito che l’unico modo per corrispondere a questi due straordinari privilegi è quello di combattere per una battaglia che appare persa in partenza. Ma in politica non c’è nulla di perso – scrive ancora Giachetti – salvo ciò per cui non si crede e non si ha voglia di combattere. Allora, caro Matteo, e ti chiedo scusa se non ti ho avvisato prima (ma sai che la carne è debole e se ti avessi anticipato questa decisione probabilmente saresti riuscito a farmi desistere), ti chiedo di lasciarmi libero di giocarmela senza paracadute, senza reti di protezione, senza garanzie. Io e la mia città, io ed il territorio dove vivo da 50 anni, io ed il mio amore per la mia città e per la politica”.
“Lo so: a guardare i risultati delle precedenti elezioni non ho molte chances. Il collegio 10 è di quelli persi. Ma io ci credo. Io amo la politica. E’ la mia vita. E so che questo amore e questa passione possono fare la differenza. So che faranno la differenza. Se vogliamo cambiare le cose dobbiamo metterci in gioco, dobbiamo osare, dobbiamo crederci. Io ci credo e so che ce la possiamo fare. Ce la faremo. Forza e coraggio!”, conclude.