(AdnKronos) – “Bene: sento dentro di me che quella casella (il paracadute) mi sta troppo stretta – scrive Giachetti – Non corrisponde alla mia storia, alla mia cultura, al mio sentire. Il Partito Democratico sta vivendo un momento difficile, e nella nostra difficoltà si riflettono tutti i pericoli per il nostro Paese. E Marco mi ha sempre detto che è nei momenti difficili che bisogna crederci, anche rischiando”.
“E allora no. Quel paracadute sarebbe per me un vestito sgualcito e stretto, un trapianto di pelle, un cibo avariato. Non lo voglio. Conosco bene i tantissimi problemi che abbiamo nel cercare di trovare una quadra per garantire la presentazione di liste competitive in grado di tenere insieme la conferma di chi tanto si è impegnato in questi anni per dare impulso alla ripresa che si sta manifestando e la necessità di linfa nuova. So bene – prosegue – che la quadra sarà comunque dolorosa perché molti di coloro che meriterebbero di entrare o essere riconfermati non ce la faranno. So bene che questo quadro diventa ancora più complicato dovendo garantire il rispetto degli accordi con i partiti con i quali abbiamo stretto alleanza”.
“Allora penso -spiega – che sia mio dovere fare l’unica cosa che potrebbe rappresentare un valore aggiunto per il centro sinistra e non la penalizzazione di un vero rinnovamento. Non voglio essere un tappo. Non sarò un tappo. Rinuncio al plurinominale. Rinuncio al paracadute”.