Arezzo – Mercoledì 24 novembre alle ore 21.15, il Circolo Culturale Aurora (P.zza S.Agostino, Arezzo) presenta, in collaborazione con la Comunità Montana del Casentino-Servizio Cred Mediateca, nell’ambito del Progetto della Regione Toscana "Una rete regionale delle culture della contemporaneità", una serata dedicata al “Cinema di Lionetto Fabbri. Vite e lavoro di uomini e donne nell’Europa degli anni ‘50”.
Una memoria di tradizioni, di costumi, di modi di lavorare che hanno segnato la nostra storia. Al centro la figura di Lionetto Fabbri.
Lionetto Fabbri, documentarista fiorentino, due volte Orso d’Oro a Berlino, ha dedicato la sua vita alla rappresentazione della realtà, con esattezza e verità, ma anche con mirabile gusto estetico e ritmo narrativo. I documentari di Fabbri fanno parte di un progetto di recupero di un patrimonio storico e artistico di eccezionale importanza riscoperto dalla Mediateca del servizio Cred della Comunità Montana e questa rappresenta l’occasione per divulgare non solo filmati preziosi, ma un omaggio alla tradizione e alla memoria proprio per non dimenticare.
“Questi mestieri – come diceva lo stesso Fabbri – queste lavorazioni presto andranno a finire e non rimarrà traccia alcuna. Il lavoro delle mani dell’uomo verrà sostituito dalle macchine e di queste tecniche, di queste esperienze millenarie non ne sapremo più niente, perciò è bene documentarle nei minimi dettagli per conservarne il ricordo”.
Lionetto Fabbri nasce nel 1924 a Firenze e cresce nel quartiere di San Frediano.
Fin da giovanissimo si avvicina al mondo delle immagini attraverso la fotografia, vincendo numerosi premi, educa così il suo occhio all'inquadratura, alla comunicazione fatta di immagini. Nel dopoguerra approda alla cinematografia, dapprima come cinereporter, poi come documentarista scientifico. Dal 1955 Fabbri si dedica a tempo pieno alla realizzazione dei suoi documentari più belli che ottengono riconoscimenti a Venezia, Tokyo, Edimburgo, San Sebastian, Città del Messico. Con"Gente lontana" e "La lunga raccolta" vince nel 1957 e nel 1958 il Gran Premio Orso d'Oro al Festival di Berlino.
Una vita di lavoro dedicata alla rappresentazione della realtà, con esattezza e verità, ma anche con mirabile gusto estetico e ritmo narrativo: Fabbri è un regista appassionato, un istintivo nel senso migliore del termine, dotato di un felice colpo d’occhio, un curioso di ogni tipo di realtà documentabile. Farà da contesto alla serata, la mostra fotografica "Malesia magica", foto di scena del direttore della fotografia dei documentari di Fabbri, Alfredo Garuti (ingresso libero).