Roma, 1 dic. (AdnKronos) – Bisogna diversificare il mix energetico sviluppando le infrastrutture e le interconnessioni ma “dobbiamo farlo con grande concretezza e grande consapevolezza” evitando che per ogni infrastruttura che si voglia fare in Italia “si pensi che il territorio venga violato”: “è una grande battaglia che va fatta”. La vicenda del gasdotto Tap “è una situazione umiliante per il Paese perché non riusciamo a fare un tubo da 1,5 metri”. Ad affermarlo è il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda intervenendo alla presentazione del World Energy Outlook 2017 dell’Iea.
La trasformazione in corso nel mondo dell’energia, sottolinea il ministro, “necessita di investimenti rapidi e di cambiamenti che non possono aspettare cinque anni” anche perché il rischio è che si scelga di fare l’infrastruttura, un gasdotto da un’altra parte. “Questa è la minaccia che c’è”, rileva Calenda.
L’Italia, aggiunge, “è ben posizionato sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica. E la sfida non ci spaventa anche se è complessa ma dobbiamo superare la sfida con noi stessi. Dobbiamo rendere esecutivo quello che diciamo altrimenti perdiamo un altro treno sviluppo”. La sfida “è una sfida di lungo periodo che non va da affrontare ideologicamente”.