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Legambiente sulla vicenda del cacciatore ucciso ad Arezzo

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Legambiente sulla vicenda del cacciatore ucciso ad Arezzo

Arezzo – "Un cercatore di funghi ucciso in un incidente di caccia in provincia di Arezzo dopo il cercatore di tartufi ucciso da un cacciatore due anni fa in provincia di Pisa, per non parlare dei vari incidenti di caccia accaduti in questi anni con morti e feriti fra gli stressi praticanti dell'attività venatoria. C'è un problema sicurezza che riguarda l'esercizio venatorio che non può più essere ignorato" – lo afferma in una nota Legambiente Toscana – "fra i vari regolamenti regionali sulla caccia che dovranno essere approvati prossimamente in attuazione della legge regionale in materia ne serve uno sulla sicurezza che riguardi l'attività venatoria. Quando è stata approvata la nuova legge sulla caccia Legambiente aveva presentato delle proposte ben precise sulla sicurezza ma purtroppo sono state quasi tutti ignorate. In particolare non è stata colta la necessità di estendere anche all’attività venatoria le norme e le pratiche (valutazione del rischio, formazione) già obbligatorie negli ambienti di lavoro e nella protezione civile. Servono, inoltre, maggiori controlli e vigilanza sulle pratiche venatorie ma la polizia provinciale che dovrebbe avere compiti ambientali viene sempre più destinata dalle varie province a fare controlli sulle strade nei confronti degli automobilisti, mansioni che normalmente vengono svolte dai vigili urbani, dalla polizia stradale e dai carabinieri. In questo modo si riducono i controlli sulla caccia, sulla pesca, sull'abbandono dei rifiuti, sull'inquinamento dei fiumi, sulle industrie inquinanti e sulla vigilanza ambientale in generale. E' una situazione inaccettabile e bisogna impedire che la caccia non diventi anche un pericolo per le vite umane." – conclude Legambiente Toscana.