Roma, 7 nov. (AdnKronos) – “Attualmente il problema più importante da affrontare sono i crediti deteriorati (Npl)” e per risolverlo “abbiamo bisogno di uno sforzo congiunto da parte delle banche, delle autorità di vigilanza, dei regolatori e delle autorità nazionali per affrontare questo problema in modo ordinato, innanzitutto creando un ambiente in cui gli Npl possano essere gestiti in modo efficace e smaltiti in modo efficiente”. Così il presidente della Bce, Mario Draghi nel corso di un intervento a Francoforte.
“Conosciamo tutti -rileva Draghi- i danni che livelli elevati di Npl possono creare riguardo alla salute e alla crescita del credito delle banche. L’analisi interna della Bce mostra che negli ultimi anni le banche con elevati stock di Npl hanno effettuato meno prestiti rispetto alle banche con una migliore qualità del credito, dando quindi meno supporto alle imprese e alle famiglie”. E anche se i livelli di Npl, osserva il presidente della Bce, “sono scesi da circa il 7,5% all’inizio del 2015 al 5,5% ora, il problema non è ancora risolto”.
Per Draghi “è importante lo sviluppo della vigilanza europea non solo perché ha ridotto il rischio che le singole banche falliscano” ma anche perché “come speravamo si è riuscito a ridurre l’importanza della percezione del rischio bancario”. Una supervisione “rigorosa è una condizione essenziale”.