Milano, 3 nov. (AdnKronos) – Comunicare a un pubblico vasto mantenendo il rigore delle analisi, perché “una migliore gestione della cosa pubblica può essere raggiunta solo se come cittadini siamo convinti che le cose devono cambiare”. Con questo spirito, nasce a Milano l’Osservatorio sui Conti Pubblici italiani dell’Università Cattolica. Sarà guidato da Carlo Cottarelli, economista, direttore al Fondo Monetario internazionale ed ex commissario alla revisione della spesa. Non sarà un think thank tradizionale (“vogliamo parlare a tutti non ai circoli di esperti”) ma un laboratorio di schede, approfondimenti e presentazioni, con tanto di fact checking alle dichiarazioni dei politici sui conti pubblici e alle promesse elettorali.
L’obiettivo è promuoverne, con l’attività scientifica, la riduzione del debito e una migliore gestione del settore pubblico che, a differenza di quello privato, “è un elemento di debolezza dell’economia italiana”. Negli ultimi anni, “ci sono state – sottolinea Cottarelli – grosse difficoltà nel risanamento dei conti pubblici: dopo le elezioni qualsiasi governo dovrà occuparsene in maniera seria e rigorosa”. La prima analisi dell’Osservatorio mette nero su bianco la continua revisione al ribasso degli obiettivi di surplus primario e la mancata (drastica) riduzione del rapporto debito pil negli ultimi anni.
“Credo che una piccola riduzione sia possibile già da quest’anno ma l’Italia metterebbe i conti in sicurezza se riuscisse a ridurre il rapporto debito/pil nell’ordine dei 3 o 4 punti all’anno”, è il calcolo dell’economista. L’Osservatorio sarà quindi uno stimolo, un pungolo, per chi è al Governo in un momento in cui la crescita sembra destinata a stabilizzarsi. Cottarelli sarà direttore dell’Osservatorio, Massimo Bordignon, direttore del Dipartimento di Economia e Finanza dell’Ateneo, ne sarà presidente. Ci sarà anche un Comitato direttivo, di cui faranno parti docenti, e un Comitato di finanziatori esterni. Insieme all’Università Cattolica, gli altri finanziatori sono otto: Intesa SanPaolo, Deutsche Bank, la Banca Passadore, Fondazione Pirelli, Fondazione Arvedi, Fondazione Marche, Oliver Wyman e Arca.