Milano, 23 set. (AdnKronos) – La Germania va al voto e la vittoria di Angela Merkel è data per scontata da analisti e gestori, tanto che le reazioni sulle Borse, lunedì, dovrebbero essere limitate. Se poi ci fossero i presupposti perché prosegua la grande coalizione tra Cdu/Csu e l’Spd guidata da Martin Schulz, “è probabile che la reazione del mercato sia nulla”, azzarda Wolfgang Bauer, un gestore di M&G Investments. Diverso è il caso delle implicazioni economiche per l’intera Europa: nuove coalizioni di Governo, magari con i liberali di Fdp o i Verdi, potrebbero condizionare le scelte della Cancelliera e una scossa sui mercati potrebbe arrivare dal partito che conquisterà il terzo posto dopo i moderati di destra e i socialdemocratici.
Se ad esempio l’AfD, il partito della destra populista, ottenesse un risultato importante, superiore al 10 per cento, “è probabile che Merkel ri-orienti la sua agenda verso politiche più conservatrici e che questo si ripercuota sui mercati”, osserva sempre Bauer. Ovvero, “l’Euro, che negli ultimi mesi si è andato rafforzando, potrebbe essere messo sotto pressione e potremmo vedere un aumento dei premi al rischio sui bond periferici”. In generale, sono diverse le implicazioni a lungo termine che arriverebbero dalla scelta del partner per la futura coalizione di Governo. Non riguarderebbe solo i rendimenti dei bond, ma anche le politiche della Bce e le nomine delle istituzioni europee.
Secondo Ubs, ad esempio, dipenderanno da queste elezioni le chance di ottenere un presidente della Bce tedesco nel 2019 e, soprattutto, di vedere Jens Weidmann, attuale presidente della Bundesbank, ricoprire questa carica. Un successo clamoroso della Merkel, ossia un risultato simile a quello del 2013, quando la Cdu/Csu ottenne il 41,5%, “potrebbe rendere più probabile la nomina di Weidmann a nuovo presidente della Bce terminato il mandato di Mario Draghi”, dando inizio a una politica monetaria più restrittiva nell’Eurozona.