(AdnKronos) – I due autori sono stati inoltre concordi nell’evidenziare come quella che anni fa sembrava una scelta “antagonista e rivoluzionaria”, ovvero mettere nel carrello prodotti vegan e sostitutivi proteici, oggi è invece pressoché un atto che produce ricchezza per la cosiddetta “vegan economy”, che non va demonizzata, ma che è di gran lunga distante dall’immagine bucolica del contadino di prossimità.
L’informazione è dunque il primo degli ingredienti che bisognerebbe mettere nel piatto degli italiani, un popolo che resta onnivoro, come confermato dalla recente ricerca Eurispes 2017 che evidenzia un’inversione di tendenza nella percentuale di vegetariani e vegani nel nostro Paese passata dall’ 8,1% dell’anno precedente al 7,6% (-0,5%). Di questi il 4,6% sono vegetariani (-2,5%) e il 3% vegani (+2%).
Pertanto 300.000 persone, in un solo anno, sono tornate a mangiare carne. Non solo per “il richiamo della carne” ma per aver avuto finalmente accesso a informazioni preziose e autorevoli per fare scelte alimentari equilibrate e di benessere per se stessi e per la propria famiglia. L’evento milanese, moderato da Alessandro Cecchi Paone, giornalista e divulgatore scientifico, é stato promosso da ‘Carni Sostenibili’, il progetto promosso da tre associazioni di categoria – Assocarni, Assica e Unaitalia rappresentanti tutte le filiere delle carni in Italia (bovino, suino e avicolo) che ha l’obiettivo di trattare in modo trasversale tutti gli argomenti legati al mondo delle carni.