(AdnKronos) – (Adnkronos) – “E proprio qui sta il punto. A quanto risulta, i ragazzi che vogliono entrare nel settore manifatturiero sono pochi, pochissimi. Mi sono rivolto all’Enaip di Padova, istituto che organizza corsi di formazione professionale: mi dicono che per una classe che prepara alle lavorazioni meccaniche ce ne sono tre per aspiranti cuochi. M’immagino che questo boom sia dovuto ai numerosi programmi di cucina che fioriscono in tivù, ma mi chiedo se veramente tutti quelli che usciranno saranno poi assorbiti dal mercato. Faccio un altro esempio: all’istituto Camerini Rossi mi hanno risposto che non organizzano più corsi professionali di questo tipo, perché non c’è più richiesta da parte dei ragazzi”, sottolinea Piva.
“E invece il mercato esisterebbe… In Veneto e a Padova in particolare esiste un tessuto di aziende metalmeccaniche solide, che lavorano per conto terzi ed esportano soprattutto in Germania, peraltro sono quelle che costituiscono il tessuto imprenditoriale di Confapi. Ebbene, oggi ci troviamo a contenderci i ragazzi tra le aziende come succedeva “ai bei tempi”, prima della crisi, proprio per la difficoltà a trovare manodopera”, prosegue.
“E guardate che parlo di imprese che potrebbero offrire ben più dei 900 euro di stipendio medio che in genere portano a casa gli operai di altri settori all’inizio della loro carriera professionale. Per quanto riguarda la mia azienda, nello specifico, avrei bisogno di due o tre figure da inserire subito, ma ho anche la necessità di sostituire in una prospettiva temporale leggermente più lunga altre tre o quattro persone destinate alla pensione nel giro di pochi anni, ovviamente con nuovi innesti che dovrò formare”, sottolinea ancora.