Padova, 30 ago. (AdnKronos) – “Non riesco a trovare apprendisti. Evidentemente i giovani pensano che lavorare in un’azienda metalmeccanica sia poco gratificante. E sì che lo stipendio è migliore di quello che potrebbero trovare altrove”. A parlare è Giancarlo Piva, a capo della padovana Micromeccanica, impresa associata a Confapi che conta 35 dipendenti e fattura circa 6 milioni di euro l’anno.
Il suo allarme fotografa una situazione comune: sono sempre più frequenti i casi di aziende italiane che non riescono a trovare il profilo adatto, scontando una difficoltà di reperimento di forza lavoro dovuta a carenze di formazione o di esperienza da parte di tanti giovani, come attesta anche l’ultima analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in accordo con l’ANPAL, sulle previsioni di assunzione delle imprese private dell’industria e dei servizi tra luglio e settembre di quest’anno: in 28 casi su 100 le imprese padovane prevedono di avere difficoltà a reperire i profili desiderati.
“Sono dati che non mi stupiscono e lo dico partendo dalla mia esperienza concreta. Da tempo stiamo cercando due o tre apprendisti da inserire nelle operazioni di controllo qualità, in sostanza chiamati a verificare che quanto esce dalle nostre macchine sia conforme al disegno e alle esigenze dei clienti. L’obiettivo è poi quello di formarli, facendo loro imparare ad attrezzare i nostri strumenti, rendendoli in grado di produrre. Non si trovano”, spiega Piva, che ha preso contatti anche con il mondo della scuola.