(AdnKronos) – La Caritas ribadisce quindi la necessità che venga adottato un intervento correttivo o esplicativo della norma, affinché siano i Comuni, le Prefetture o comunque gli enti istituzionali o affidatari della gestione dei servizi dei richiedenti la protezione internazionale ad assicurare la notificazione dei provvedimenti attraverso personale della pubblica amministrazione. “Confidiamo che il ministro comprenda le nostre preoccupazioni e dia una risposta soddisfacente alla nostra richiesta prima dell’entrata in vigore della disposizione”, spiega ancora Gualzetti.
“In caso contrario – dice – ci vedremmo costretti a rimodulare il nostro piano di ospitalità diffusa così come è stato concepito, non rinnovando le convenzioni con le Prefetture che riguardano in particolare le strutture parrocchiali e riservandoci di valutare in che termini coinvolgere per il futuro le parrocchie”. Grazie a un lavoro capillare sul territorio, Caritas Ambrosiana garantisce non solo ospitalità ma anche percorsi di integrazione per circa 2.200 richiedenti asilo nel territorio della Diocesi di Milano.
A partire dal 2017 sono state istituite 7 mini-equipe di zona (una per ognuna delle 7 zone della Diocesi), con il compito di affiancare le parrocchie che già ospitano per gli aspetti organizzativi, di formazione e gestione dei volontari, di sensibilizzazione del territorio; di promuovere nuove ospitalità nelle parrocchie; di incentivare il coinvolgimento delle parrocchie non ospitanti in attività di supporto a parrocchie ospitanti vicine.