(AdnKronos) – (Adnkronos) – “Intanto la grande distribuzione fa il bello e cattivo tempo, comprando il prodotto a prezzi irrisori e vendendolo a 2,20-2,50 euro al chilo. Il risultato è che molti agricoltori stanno lasciando i frutti sulle piante, perché pagare i braccianti per la raccolta sarebbe solo una spesa. Anche altre colture sono in sofferenza, come l’albicocco e il melone, pagato 15-20 centesimi al chilo. Così non si può andare avanti. Prevedo che, alla fine della stagione, ci saranno espianti di grandi superfici in tutta la provincia”, sottolinea.
“Da Valeggio a Villafranca a Buttapietra fino a Belfiore si percepisce che l’agricoltura che si è sviluppata molto dagli anni Cinquanta è finita – conferma Pietro Spellini, vicepresidente di Confagricoltura Verona e frutticoltore nel territorio di Villafranca – Molti frutteti sono stati tolti e molti verranno tolti quest’anno. Ettari di peschi stanno per essere tagliati: molti agricoltori sono in pensione e non vogliono più mangiarsela per mantenere peschi o meli e i pochi giovani cercano fortuna in aziende orticole in ascesa, che necessitano di forze fresche poca terra e grandi investimenti. Andando avanti di questo passo ci sarà l’abbandono delle campagne come luogo di lavoro, con la scomparsa di buona parte delle strutture di servizio attuali, dai produttori di imballaggi ai trasportatori”.