(AdnKronos) – In Europa tra il 1994 e il 2010 sono stati registrati oltre 100mila decessi a causa dell’amianto. L’intenso utilizzo di questo materiale tra il 1920 ed il 2012 ha causato la morte di 6.786 europei al giorno per mesotelioma. “Il sindacato, dopo questa iniziativa di denuncia, intende passare alla costruzione di una vertenza sociale e culturale perché l’amianto entri a far parte di una battaglia quotidiana per il rispetto dei diritti di chi lavora” dice il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campo. E’ l’edilizia il settore più colpito. Nel quadriennio 2009-2012, la percentuale dei casi di mesotelioma certi nel comparto è aumentata toccando il 16,2 per cento del totale.
Il principale settore economico coinvolto per casi di mesotelioma è quello delle costruzioni. Le regioni in cui il peso della categoria degli edili è stato più forte, rispetto alle altre tipologie di lavoratori esposti professionalmente, sono Lazio, Toscana e Sicilia.”L’unico modo per evitare l’esposizione e le drammatiche conseguenze che ne derivano è eliminare l’amianto, rimuoverlo – dice Ermira Behri, segretaria nazionale della Fillea Cgil – .Il nostro Paese è stato, dal secondo dopoguerra fino al bando dell’amianto, avvenuto nel 1992, uno dei maggiori produttori e consumatori, secondo solo all’Unione Sovietica. Fino a quel momento erano state prodotte 3.748.550 tonnellate di amianto grezzo, dal dopoguerra al 1992 l’Italia ha importato 1.900.885 tonnellate di amianto”.