Roma, 6 lug. (AdnKronos) – “L’attuale scenario economico, purtroppo, non agevola la crescita dell’industria culturale e creativa italiana, il cui valore economico complessivo sfiora, nel 2015, i 48 miliardi di euro ma con un potenziale inespresso di crescita fino a 72 miliardi di euro, come evidenziato dallo studio ‘Italia Creativa’ curato da Ernst & Young anche con la collaborazione di Confindustria Radio Televisioni”. Ad affermarlo è il presidente di Confindustria Radio Televisioni, Franco Siddi nel corso del suo intervento all’Assemblea annuale.
“Stessa considerazione -sottolinea- vale per il settore radiotelevisivo, che con circa 9,7 miliardi di euro di ricavi, nel 2015, rappresenta da solo il 20% del valore economico dell’Industria culturale e creativa ma che, nonostante la buona tenuta dei consumi televisivi, ha difficoltà di espandere i volumi dei ricavi e di migliorare i margini di redditività”.
L’occupazione diretta tiene: 28.400 unità nel 2015 contro le 28.600 del 2014. Gli investimenti pubblicitari nel biennio 2015-2016 hanno ripreso a crescere, ma manca ancora 1 miliardo di euro rispetto al periodo pre-crisi. In questo contesto si paga anche un prezzo molto alto al vantaggio competitivo degli operatori globali”.