(AdnKronos) – (Adnkronos) – “Se in Europa, a febbraio, hanno votato sì a questo trattato, l’Italia non può e non deve ratificarlo – ha esortato il governatore del veneto, suscitando gli applausi del ‘popolo’ della Coldiretti – perché non possiamo accettare che, su 291 denominazioni di origine, solo 41 siano tutelate. E’ una questione di rispetto per i nostri agricoltori, per il loro lavoro per la nostra identità e per la sicurezza alimentare”.
“Leggendo questo accordo e i suoi allegati – ha proseguito Zaia – si scopre che si prevede non solo l’abbattimento pressoché totale dei dazi e delle norme di tutela e qualità, ma anche che potranno liberamente essere commercializzati prodotti simili al nostro ‘Asiago’ o ‘Gorgonzola’, con la semplice dizione ‘tipo’ o ‘simil’. Ma allora, che ne è di tutta la nostra battaglia contro l’italian sounding, il falso ‘Parmesan’ e i rischi di contraffazione? Un paese che ha dignità, difende i propri confini e i propri prodotti”.
“Un paese che vanta 4.500 prodotti tipici, “frutto del lavoro e della creatività dei nostri agricoltori”, deve lanciare questa sfida al governo nazionale e imporgli di non firmare”, ha scandito Zaia, prendendo le difese dei produttori di una regione che produce 351 prodotti a denominazione d’origine, e dove l’agricoltura è uno dei settori trainanti dell’export ‘tricolore’, con 6 miliardi di fatturato e 160 mila imprese agricole.