Treviso, 4 lug. (AdnKronos) – E’ stato Sarmede il primo comune della Marca ad approvare la delibera anti Ceta proposta da Coldiretti Treviso. A seguire sono giunte anche le deliberazioni dei comuni di Cison, Colle Umberto, Cordignano, Fregona, Arcade, Morgano, Mogliano Veneto, Quinto di Treviso, Cornuda, Chiarano, Mansuè, Arcade, Spresiano, Cappella Maggiore, Tarzo e dell’ente provinciale di Treviso: tutti contro la ratifica italiana dell’accordo di libero scambio tra Ue e Canada che di fatto mette a rischio la tutela del made in Italy e della sicurezza alimentare dei consumatori di casa nostra.
Domani, mercoledì 5 luglio, alle ore 9,30 a Roma, in piazza Montecitorio ci saranno anche Walter Feltrin e Antonio Maria Ciri, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Treviso, a tentare di ostacolare la ratifica dell’accordo Ceta per smascherare il primo trattato europeo che promuove il falso Made in Italy a tavola. Ci saranno insieme ad una trentina di imprenditori trevigiani e a migliaia di colleghi che arriveranno da tutta Italia per fermare il trattato di libero scambio con il Canada (CETA) che per la prima volta nella storia dell’Unione accorda a livello internazionale esplicitamente il via libera alle imitazioni dei prodotti italiani più tipici che saranno smascherati nell’occasione, ma che spalanca anche le porte all’invasione di grano duro e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero.
L’iniziativa è della Coldiretti insieme ad un’inedita e importante alleanza con altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch) che si sono date appuntamento in Piazza Montecitorio a Roma dove sono attesi rappresentanti delle istituzioni, della politica e della società civile.