Milano, 3 lug. (AdnKronos) – Orafi e gioiellieri contro le norme introdotte dal decreto legislativo 25 maggio 2017 n. 92 che disciplina i compro oro. Secondo l’Associazione Orafa Lombarda, però, il decreto non riguarda solo i ‘compro-oro’, ma “la totalità degli operatori che esercitano un’attività marginale/occasionale di compravendita e di permuta di oggetti preziosi usati sarà tenuta all’adempimento delle nuove norme previste”. Si tratta, secondo loro, di “obblighi pesanti e sproporzionati all’attività che si svolge”.
Gli organi di controllo si troveranno non un numero ristretto di operatori da verificare, ma una platea molto più vasta. L’assocazione elenca i nuovi obblighi: “Se un operatore desidera continuare anche soltanto a sostituire una chiusura difettosa deve iscriversi all’apposito Registro – che non c’è ancora -; dotarsi di un conto corrente bancario o postale dedicato a questo tipo di transazioni; identificare il cliente; quotare e descrivere l’oggetto prezioso, anche mediante documentazione fotografica; segnalare all’Unità d’Informazione Finanziaria le operazioni sospette”. Dovrà poi annotare l’eventuale cessione dell’oggetto a fonderie e conservare tutta la documentazione per 10 anni”.
Sarà, perciò, “molto difficile un’azione di controllo mirata ed efficace.Perfino la data entro cui è necessario adeguarsi ai nuovi obblighi – rileva l’Associazione Orafa Lombarda – è in dubbio: il 5 luglio o si dovrà aspettare che venga istituito il Registro al quale gli operatori dovranno iscriversi?”. Il decreto cambia anche la soglia per l’uso del contante ammesso per i preziosi usati, che si abbasserà da mille a 500 euro.