Palermo, 20 giu. (AdnKronos) – “Durante la mia permanenza, all’interno di quel ‘ghetto’ da dove era impossibile uscire, ho sentito che l’uomo che si faceva chiamare ‘Rambo’ ha ucciso un migrante. So che mio cugino ed altri hanno provato a scappare e che sono stati ripresi e ridotti in fin di vita, a causa delle sevizie cui sono stati poi sottoposti”. Sono solo alcune delle testimonianze dei migranti che hanno incastrato John Ogais, il nigeriano 25enne arrestato all’alba di oggi dalla squadra mobile di Agrigento con l’accusa di traffico di esseri umani. “Vi era un altro tale ‘Rambo’ carceriere della Nigeria che anche se non mi ha picchiato provvedeva a seviziare altri migranti – dice un latro testimone- Le torture cui sono stato sottoposto sono innumerevoli. Per esempio: sono stato torturato con i cavetti elettrici in tensione. Nell’occasione mi facevano mettere i piedi per terra dove precedentemente avevano versato dell’acqua. Poi provvedevano ad azionare la corrente elettrica per fare scaricare la tensione addosso a me. Subivo delle scariche elettriche violentissime. Questo avveniva circa due volte alla settimana. Altre volte mi picchiavano, in varie parti del corpo, con dei tubi”.
E ancora: “A volte mi legavano le braccia e poi mi appendeva in aria, per picchiarmi ripetutamente e violentemente”, dicono i testimoni. “Una volta, ho avuto modo di vedere che Rambo, il nigeriano, ha ucciso dopo averlo imbavagliato e torturato a lungo, un migrante nigeriano che si trovava lì con noi”. “Ho assistito personalmente al pestaggio sino alla morte di due persone, un nigeriano minorenne e un altro uomo, anch’esso nigeriano ucciso da Rambo davanti al fratello della vittima. Nello stesso momento dell’omicidio, Rambo minacciava armato di pistola, il fratello della vittima, di non raccontare nulla alla famiglia e di farsi mandare immediatamente i soldi – dice un altro – Aggiungo inoltre di avere assistito a diversi violenti pestaggi operati da Rambo nei confronti di migranti”.