(AdnKronos) – Facebook è in grado di “‘fabbricare’ influencer sulla sola base del tempo che passano e dei like che fanno fare: se non hai nulla da fare diventi influencer”, spiega Albanese sottolineando come “il like non è più sufficiente, chi critica e ha un linguaggio violento viene ‘escluso’, avere seguito e visibilità sui social è diventato molto più complesso e lo sarà ancora di più” in un magma di flusso di informazioni. “Twitter è molto più libero, permette di seguire chiunque senza limitazioni di numero e va sul contenuto”. Guai, però, a pensare che la ‘facilità’ di utilizzo porti davvero risultati e per questo le aziende devono investire.
“I social media sono spesso visti come strumento low cost per poter fare delle attività, in realtà non è più così”, spiega Albanese. Le aziende che adesso si affacciano sui social “devono prendere in considerazione che oltre a fare un video, avere un piano editoriale, devono anche mettere dell’advertising, della pubblicità, quindi del budget, per poter far vedere i propri contenuti”, sottolinea l’esperto che definisce “lo smartphone è uno strumento evoluto di zapping: telecomando e tv portatile insieme”.