Roma, 12 giu. (AdnKronos) – Matteo Renzi lascia ai suoi il commento sulle amministrative. Una tornata elettorale non esaltante ma che i dem rivendicano come soddisfacente. Anche per il flop dei 5 Stelle. Quanto ai risultati dei candidati sostenuti dal Pd, solo Palermo e Cuneo passano al primo turno. Il resto dei capoluoghi (tranne Verona e Belluno in cui i democratici sono fuori dai giochi) verrà deciso al ballottaggio tra 15 giorni. La partita non è semplice. E il segretario, a quanto viene riferito, non si impegnerà in modo ‘classico’.
“La campagna elettorale ormai non è fatta solo di comizi… Dai una mano ai tuoi candidati più con le misure contro la povertà che andando in piazza. E’ servito il comizio di Grillo a Genova?”, dicono in ambienti dem. Del resto è stato lo stesso Renzi oggi a spiegarlo via Facebook: “Il giorno dopo delle elezioni solitamente si fanno tante analisi, chiacchiere e discussioni, come è persino naturale. Noi oggi abbiamo fatto una scelta diversa. Con il presidente del Lazio Nicola Zingaretti abbiamo preso una macchina e siamo saliti a Accumuli e Amatrice per fare il punto sui cantieri. Senza dirlo ai giornali, senza dirlo a nessuno”.
Il leader Pd sembra riprendere il passo delle settimane scorse. I blitz a sorpresa, i temi concreti, la presa di distanza dal ‘politichese’. Si torna a prima che il patto a 4 sulla legge elettorale rendesse verosimile l’ipotesi del voto anticipato a settembre. Traguardo sfumato. “Si vota nel 2018”, ribadiva anche oggi alla Camera il capogruppo Ettore Rosato. La legge elettorale torna quindi in stand by e l’attenzione ora è per la tenuta della maggioranza nei prossimi passaggi parlamentari con il ddl penale alla Camera e il Senato che torna centrale con la manovrina, lo ius soli e il biotestamento.