Home Nazionale Vaccini: Zaia, no alla coercizione, a timori genitori non si risponde con le multe

Vaccini: Zaia, no alla coercizione, a timori genitori non si risponde con le multe

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Venezia, 8 giu. (AdnKronos) – I tecnici della Direzione regionale Prevenzione stanno in queste ore esaminando gli effetti del decreto legislativo 73 “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale” – da oggi in vigore – che sancisce l’obbligo vaccinale e la gratuità di 12 vaccinazioni da somministrarsi a partire dal 60° giorno di vita ed entro i 16 anni. In particolare, stanno valutando l’approvvigionamento (il decreto non specifica la tipologia di vaccini da utilizzare e non tutti i vaccini sono impiegabili ad ogni classe di età considerata), i carichi di lavoro ai quali le Ulss saranno chiamate a far fronte entro il 10 settembre e il futuro delle altre campagne di prevenzione rivolte alle malattie croniche non trasmissibili: l’impegno a concentrare risorse e personale sulle vaccinazioni obbligatorie – fanno notare i tecnici – penalizzerà inevitabilmente tutte le altre attività.
“Mi preoccupa maggiormente l’impatto del nuovo decreto sulle famiglie, sulle mamme e papà, che avverto preoccupati e disorientati – dichiara il presidente della Regione Veneto Luca Zaia – Del nuovo decreto contesto la forma coercitiva e l’eccessivo allarme di sanità pubblica attualmente giustificabile solo per il morbillo vaccinalei. La stragrande maggioranza dei genitori non sono contrari a vaccinare i loro figli, ma hanno bisogno di essere correttamente informati e accompagnati nella scelta vaccinale, tale consenso non si può ottenere imponendo le vaccinazioni a suon di multe, rinunciando in questo modo a fare un’azione educativa e culturale a favore della prevenzione. Con questo decreto non si convince, ma si impone un obbligo coercitivo. Inoltre, le multe hanno un aspetto discriminatorio: chi ha soldi può permettersi di non vaccinare i figli”.