(Messina) – “Appena mi hanno visto, gli uomini della sicurezza mi hanno spinto dentro il portone – racconta ancora Dino Papale – senza telefonino funzionante ero fuori dal mondo”. Poi, questa mattina, dopo l’incontro con i grandi del mondo al Teatro Greco, sempre vicino al Timeo, Papale, non ha più provato a salutare Trump. Ma lo ha visto lo stesso. “Ero affacciato alla finestra dello studio – racconta Papale – quando ho visto passare Donald a bordo del trenino elettrico messo a disposizione dei grandi del mondo. All’improvviso lui ha alzato gli occhi e i nostri sguardi si sono incrociati”.
“A quel punto, Trump, mi ha gridato: “Thank you, great” e mi ha fatto il segno del pollice alzato”. Altro non vuole aggiungere Papale: “Basta, mi sono scocciato”. Sul manato incontro con Trump insiste: “Campo lo stesso, non sono il tipo che si fa i selfie con i potenti. E’ impossibile avvicinarsi a queste personalità quando tutti passano quasi correndo, tutti blindati, con duecento uomini delle scorte appresso”. Eppure, a fine novembre, quando aveva annunciato di avere ricevuto l’invito esclusivo da Trump per partecipare al suo insediamento, aveva reagito in maniera diversa.
I due si erano conosciuti tre anni fa a Miami, dove Trump ha un grande insediamento residenziale per vip gestito dal suo braccio destro, Michael Denzer, un altro grande immobiliarista miliardario. Papale aveva avviato un gemellaggio tra Taormina e “quest’angolo di paradiso in Florida che sembra un’altra Taormina spostata negli Stati Uniti”. Ma se a novembre aveva detto di avere ricevuto Trump a Taormina, qualche anno fa, ospite all’Atlantis Bay, oggi Papale smentisce: “Non è mai venuto a Taormina. E ora mi scusi ma non ho altro da aggiungere”. Intanto, mancano 24 ore alla partenza di The Donald da Taormina. Magari, nel frattempo, riuscirà a salutare il suo amico, il sicilianissimo Dino Papale.