(AdnKronos) – Non è che l’Autorità “non condivide gli obiettivi che sono quelli di una maggiore integrazione dei mercati, della sostenibilità e della competitività” del settore ma l’Aeegsi evidenzia che “ci sono ampie differenze strutturali, di diverso segno in tutti gli Stati membri dell’Ue” che vanno presi in considerazione”.
Proprio per raggiungere gli obiettivi condivisi da tutti, insomma, sottolinea Bortoni, “serve che gli Stati membri possano selezionare, con adeguati margini di flessibilità e di selettività, gli strumenti tecnici e le modalità” necessarie. Proprio per questo “invoco il principio di sussidiarità degli Stati almento sulla parte della strumentazione. Ci deve essere un’adeguata sussidarietà nella scelta delle soluzioni” altrimenti il rischio “è che si cristallizi la regolazione” e che si arrivi “a lunghi e laboriosi interventi di modifica delle normative nazionali”.
In particolare, ad esempio, rileva ancora Bortoni, la direttiva elettrica “pecca di un eccesso di dettaglio regolatorio. In materia di fatturazione addirittura riesce ad arrivare a soluzioni meno performante, meno stringenti rispetto a quelle attuali che sono state adottate in Italia. Si tratterebbe quindi, in quel caso, di andare indietro se venisse adottate quel dettaglio previsto dalla direttiva”.