(AdnKronos) – Dei 948 casi assistiti nel 2016 da un Occ, Organismo di composizione della crisi – 89 in Italia di cui 72 hanno risposto alla rilevazione del ministero della Giustizia – il 16% (152 casi) è in fase di valutazione; per il 50% (474) è stato scelto il piano del consumatore; per il 29% (275) è stato avviato l’iter di accordo ai creditori; il 5% (47) ha seguito la procedura di liquidazione del patrimonio. Chi ha fatto ricorso alla norma si concentra al Nord (50%), rispetto al Centro (20%) e al Sud e Isole (30%). Dall’inizio dell’anno a Milano sono 63 le istanze arrivate sulla scrivania del presidente del tribunale fallimentare, Alida Paluchowski.
Nel 2016 – secondo i dati forniti dal ministero della Giustizia – sono state concluse 152 procedure, in particolare 56 casi di proposta di accordo (37%); 82 di piano del consumatore (54%); 11 casi di liquidazione del patrimonio (7%). I costi per il lavoro dei professionisti e la complessità delle tre procedure scoraggiano i debitori. E’ un professionista (avvocato, commercialista, notaio) nominato dal presidente del tribunale o dall’Occ a vagliare la soluzione migliore. Varie le decisioni lungo la Penisola, fino agli sconti record: a Como il tribunale ha decretato la riduzione dei debiti fiscali di un lavoratore dipendente da 509mila euro a 5mila (-89%), da circa 1,4 milioni a 350mila euro a favore di un’imprenditrice, a Busto Arsizio ha limato una cartella Equitalia da 86mila a 11mila euro (-87%).
Il piano del consumatore è la proposta di abbattere e rateizzare i debiti, viene approvato mediante omologa del giudice (entro sei mesi dal deposito del piano) se il debitore è ritenuto meritevole dello sconto. L’accordo presentato da enti e imprese non fallibili richiede che sia accettato dal giudice e dai creditori che rappresentano il 60% dei propri debiti. Con la liquidazione invece il debitore mette a disposizione il suo patrimonio che viene venduto da un liquidatore nominato dal tribunale, con i soldi guadagnati si ripagano i debiti.