(AdnKronos) – “Il nostro ‘no’ all’hotspot si rivolge al modello di accoglienza che lo sottende – dice il primo cittadino -. Un modello fatto di grandi numeri di cui conosciamo solo aspetti negativi e degenerativi, lesivi delle libertà individuali e del diritto di essere dignitosamente accolti”. Per Accorinti il sistema degli hotspot, “oltre che non funzionare per gli obiettivi di ricollocamento per cui è stato concepito, causa violazioni ai diritti dei migranti: una detenzione amministrativa per un tempo imprecisato, la differenziazione tra richiedenti asilo e ‘migranti economici’ che condanna a una condizione di irregolarità sul territorio che li priva di ogni forma di tutela e di protezione”.
Per Accorinti è l’accoglienza diffusa “l’unica e migliore alternativa ad approcci emergenzialisti, non incisivi, come il modello Sprar che va oltre allarmismi e misure straordinarie, garantendo la messa a punto di un vero e proprio sistema di integrazione a misura d’uomo. Non più accoglienza straordinaria, né tanto meno approccio hotspot, per un futuro di vera integrazione, fatta dal basso verso l’alto”. Per ribadire il sì all’accoglienza “attenta e rispettosa” e un “consapevole” no al modello hotspot e al “razzismo e a qualsiasi forma di discriminazione” è in programma domani, alle 18, alla Galleria Vittorio Emanuele, “un momento di incontro e di festa comunitaria con i migranti e i cittadini stranieri che sono in transito, vivono e risiedono in città e nel territorio”.