Home Cultura e Eventi Cultura Venti anni fa moriva Moravia, Pedullà: ‘E’ un maestro, va riscoperto’

Venti anni fa moriva Moravia, Pedullà: ‘E’ un maestro, va riscoperto’

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Roma – (Adnkronos) – E' stata una delle voci più interessanti del dibattito culturale italiano del Novecento. Narratore capace di interpretare e descrivere le debolezze e le piccole e grandi meschinità della società borghese, Alberto Moravia, pseudonimo di Alberto Pincherle, è morto a Roma, il 26 settembre del 1990 a 83 anni.

Testimone attento della realtà in cui è vissuto, Moravia ha cominciato a scrivere molto giovane. Ad appena 22 anni, infatti, è salito alla ribalta con il romanzo d'esordio 'Gli indifferenti' che ha avuto subito un buon successo di pubblico. Secondo di quattro figli, nato in una famiglia borghese, Moravia è stato colpito da una forma seria di tubercolosi ossea che lo ha costretto a letto per cinque anni. I problemi di salute e la lunga inabilità, gli hanno offerto però l'opportunità di dedicarsi alla lettura.
I suoi autori preferiti Dostoievskij, Joyce, Goldoni, Shakespeare, Molière, Mallarmé su tutti, gli hanno insegnato l'arte della scrittura e della narrazione. Un'arte che, proprio da 'Gli indifferenti', l'autore romano ha sviluppato dando vita a romanzi di ampio respiro in cui ha 'fotografato' la realtà italiana per molti anni. Ne 'La Ciociara', cominciato a scrivere nel 1944 e pubblicato nel 1957, ad esempio, ha esaminato attraverso la figura del personaggio principale di Cesira la confusa e disperata condizione in cui era precipitata l'Italia durante la guerra.
Uno degli elementi principali dell'opera di Moravia è stata la critica dei costumi borghesi. Romanzi come 'Il conformista', edito da Bompiani nel 1951, hanno svelato le esigue qualità morali della borghesia italiana del dopoguerra. Un anno dopo, nel 1952, Moravia ha raggiunto la sua consacrazione artistica vincendo il premio Strega con 'I racconti'. Un anno, il 1952, segnato anche da una notizia dirompente: il Sant'Uffizio, infatti, mise all'indice le sue opere.
Eppure, i romanzi di Moravia hanno avuto notevole fortuna anche sul grande schermo, utilizzati da grandi registi: su tutti 'La provinciale' diventato film nel 1952 con la regia di Mario Soldati. Autore di grandi reportage di viaggio, Moravia ha fondato, nel 1963, la rivista 'Nuovi argomenti', su cui hanno scritto intellettuali del calibro di Jean-Paul Sartre, Elio Vittorini, Italo Calvino, Eugenio Montale, Franco Fortini e Palmiro Togliatti.
Bompiani, la casa editrice che da sempre stampa l'opera di Moravia, pubblica tre nuovi libri per rendere omaggio al grande scrittore: 'Lettere ad Amelia Rosselli. Con altre lettere familiari e prime poesie' (pagine 224, euro 14); 'Cinema italiano' (pagine 458, euro 21), con gli scritti sul cinema di Moravia, e 'Biografia di Alberto Moravia' (pagine 720, euro 25) dello scrittore, critico e traduttore francese René De Ceccatty.
Secondo il critico letterario Walter Pedullà Moravia dovrebbe essere riscoperto perché, a molti anni dalla sua morte, appare come una "figura impallidita all'orizzonte". '''Sono un estimatore di Moravia – spiega all'ADNKRONOS – soprattutto delle sue novelle. Eppure, non posso fare a meno di segnalare che Moravia appare come una figura impallidita all'orizzonte. E' stato un grande maestro che ora sembra dimenticato e rifiutato e, purtroppo, relegato nella sfera dell'indifferenza". "Dovrebbe essere riscoperto – sottolinea Pedullà – in particolare, dalle donne alle quali ha dedicato tanta parte della sua opera''. ''In questo periodo, inoltre, la sua critica della società viene banalizzata. Anche questo settore della sua opera andrebbe riletta in chiave moderna. Sarebbe il caso – conclude Pedullà – di riproporre un'antologia di suoi racconti per permetterne una riscoperta".
Giulio Ferroni nota come lo studio della società elaborato da Moravia rappresenta ancora un modello ma il suo mondo è molto diverso da quello di oggi. "L'analisi dei costumi che del mondo borghese Moravia ha realizzato – spiega all'ADNKRONOS – rappresenta un modello anche se i personaggi che mette in scena sono un po' lontani dal mondo attuale. La sua grande capacità è stata quella di descrivere le ipocrisie, il malcostume, le debolezze del suo mondo". "Un mondo diverso da quello di oggi. I venti anni che ci separano dalla sua morte – aggiunge – sono stati segnati, infatti, da grandi cambiamenti nella nostra società. La sua narrazione confina molto con la saggistica. Si può dire, in realtà, che i suoi libri sono dei saggi morali. Libri come 'Gli indifferenti' o 'Il conformista' identificano qualità morali che Moravia mette a nudo con le sue grandi capacità".
Per il saggista Filippo La Porta, sentito dall'ADNKRONOS, ''Moravia è ancora molto attuale. Con i suoi romanzi ha descritto la borghesia italiana scandagliandone le caratteristiche più profonde come anche le sue ipocrisie. Il suo sguardo su questa classe sociale rappresenta ancora oggi una lezione di radicalità". "Moravia è stato, poi – prosegue- un autore di grandi reportage. Lavori in cui ha messo a nudo, popoli e paesi lontani che vivono con tradizioni diverse dalle nostre". ''Non ha lasciato – chiosa La Porta – grandi eredi alle sue spalle. Ma alcuni autori hanno riconosciuto di essere debitori nei suoi confronti. Penso soprattutto a Sandro Veronesi, autore di 'Caos Calmo' e Mario Fortunato".

Articlolo scritto da: Adnkronos