New York – (Adnkronos/Ign) – Se, con l'impegno di tutta la comunità internazionale, si raggiungerà la pace tra israeliani e palestinesi, nei tempi stabiliti, "quando torneremo qui il prossimo anno avremo un accordo che porterà ad un nuovo membro dell'Onu, uno stato indipendente della Palestina che vive in pace con Israele". E' quanto dirà Barack Obama nel discorso che pronuncerà oggi all'Assemblea Generale dell'Onu, secondo le anticipazioni diffuse dalla Casa Bianca.
Rivolgendosi ai paesi arabi , Obama li esorterà a dare un maggiore sostegno all'Anp e al presidente Mahmoud Abbas: "Chi di voi ha sostenuto l'Iniziativa di pace araba dove cogliere l'occasione di renderla possibile dimostrando e sostenendo la normalizzazione che questa promette ad Israele quelli che parlano a sostegno dell'auto governo dell'Autorità palestinese devono aiutare l'Anp con sostegni politici e finanziari e, così facendo, aiutare i palestinesi a costruire le istituzioni del loro Stato. E chi poi da tempo vuole vedere la nascita di uno stato indipendente deve smetterla di minacciare di distruggere Israele".
"Il tentativo di minacciare o uccidere israeliani non porta nulla alla causa del popolo palestinese, il massacro di israeliani innocenti non è resistenza, ma un'ingiustizia" dirà ancora sottolineando come ogni "tentativo di intaccare la legittimità di Israle troverà l'inflessibile opposizione degli Stati Uniti".
Facendo riferimento all'importante risultato raggiunto a Washington il mese scorso con la ripresa dei negoziati diretti, ma anche ai tanti problemi spinosi ancora aperti, primo fra tutti la questione la moratoria delle costruzioni degli insediamenti israeliani, che scade tra pochi giorni, Obama ribadirà la convinzione che l'ambizioso obiettivo questa volta potrà essere raggiunto. "Noi possiamo dire che questa volta sarà diverso, che questa volta non ci lasceremo ostacolare dal terrorismo, le agitazioni, le strategie e i mezzucci politici" dirà.
Ma per farlo sarà necessario l'impegno di tutti: "La pace deve essere fatta dagli israeliani e palestinesi, ma ognuno di noi ha la responsabilità di fare allo stesso modo la sua parte", affermerà il presidente americano, esortando a superare pessimismi e difficoltà. "Chi tra di noi è amico di Israele deve capire che per la vera sicurezza lo Stato ebraico ha bisogno di una Palestina indipendente, che permetta al popolo palestinese di vivere con dignità – dirà rivolgendosi ai paesi membri dell'Onu – mentre quelli di noi che sono amici dei palestinesi devono capire che i diritti del popolo palestinese vinceranno solo con mezzi pacifici, compresa una vera riconciliazione con un Israele sicuro".
Nel suo discorso Obama ricorderà come un anno fa, al suo primo discorso da presidente all'Assemblea Generale dell'Onu, si fosse impegnato a fare "tutti i miei sforzi per sostenere l'obiettivo di due stati". "Abbiamo attraversato una strada scoscesa negli ultimi 12 mesi, ma lo scorso mese sono stato felice di ottenere i negoziati diretti tra israeliani e palestinesi, a Washington, Sharm el-Sheikh e Gerusalemme" dirà ancora.
E ai "pessimisti" e agli "scettici che dicono che c'è troppa sfiducia tra israeliani e palestinesi e che sono troppo divisi internamente per raggiungere una pace duratura", il presidente chiederà di "considerare l'alternativa: se un accordo non verrà raggiunto, i palestinesi non conosceranno mai l'orgoglio e la dignità che viene con la propria indipendenza, gli israeliani non conosceranno mai la sicurezza che viene da vicini sovrani e stabili che sono impegnati alla coestistenza". E, aggiungerà Obama, "altro sangue verrà versato e la Terra Santa rimarrà il simbolo delle nostre differenze invece della nostra comune umanità".
"Questa volta – dirà Obama nel suo discorso – non dobbiamo pensare a noi stessi, ma alla bambina di Gaza che non vuole limite ai suoi sogni, al bambino di Sderot che vuole dormire senza gli incubi dei razzi. Questa volta dobbiamo seguire gli insegnamenti di tolleranza che sono nel cuore delle tre grandi religione che considerano sacro il suolo di Gerusalemme. Questa volta dobbiamo dare il meglio di noi stessi e se lo faremo, quando torneramo qui il prossimo anno avremo un accordo che porterà ad un nuovo membro delle Nazioni Unite, uno stato indipendente della Palestina, che vive in pace con Israele".
Articlolo scritto da: Adnkronos