Home Nazionale Migranti: arresto Lampedusa, l’odissea dei profughi prima di partire per l’Italia

Migranti: arresto Lampedusa, l’odissea dei profughi prima di partire per l’Italia

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Palermo, 18 mar. (AdnKronos) – La traversata dalla Libia alle coste siciliane, che spesso si trasforma in tragedia, è soltanto l’ultima tappa di un viaggio lungo, lunghissimo per i migranti che vogliono approdare in Europa. La conferma arriva dai racconti dei testimoni ascoltati dai pm della Dda di Palermo Gery Ferrara e Giorgia Spiri, che si occupano della tratta di migranti e che hanno arrestato il ghanese ventenne accusato di avere torturato per mesi un gruppo di africani in procinto di partire per la Sicilia. Viaggi che possono durare anche anni. Come racconta Mohamed, un ragazzo della Costa d’avorio, tra le vittime di ‘Fanti’. “Sono partito dalla Costa d’Avorio nel giugno 2015 – dice agli investigatori – Con l’intento di raggiungere l’Europa ho intrapreso il viaggio che mi ha portato ad attraversare il Mali e il Burkina Faso, sino alla città di Agades in Niger. Ad Agades ho contattato un membro dell’organizzazione di trafficanti, i quali dietro il corrispettivo di 150 mila Fefa mi promettevano di trasportarmi fino alla città libica di Sabah”.
E qui inizia l’odisse di Mohamed: “Giunti a Sabah io e altri migranti fummo sequestrati da un libico di nome Ali che ci rinchiuse in un grande casolare, recintato da alti muri in pietra, vigilato dai suoi associati armati. Alì ci costrinse a contattare i nostri familiari, al fine di costringerli a versare un riscatto in cambio della liberazione”. Mohamed rimase sequestrato per circa due mesi. “In quel periodo fui più volte torturato – racconta ancora sotto choc – al fine di convincere i miei familiari a versare il loro riscatto preteso. Porto ancora addosso i segni delle violenze subite, in particolare delle ustioni dovute all’acqua bollente che mi veniva versata addosso”.