Messina – (Adnkronos) – A poco meno di un mese da un episodio analogo, a Messina un'altra lite tra medici avrebbe procurato lesioni a un neonato. Il fatto sarebbe avvenuto all'ospedale 'Papardo' dove secondo i genitori del nascituro il diverbio sarebbe sorto per decidere se procedere con un taglio cesareo o con un parto naturale.
Il bimbo è intubato e tenuto in coma farmacologico. Stando alle prime ipotesi, al momento della nascita non sarebbe arrivato per qualche secondo l'ossigeno al cervello e questo avrebbe creato lesioni cerebrali. Il piccolo potrebbe aver riportato delle lesioni neurologiche che gli provocherebbero problemi al movimento degli arti. Subito dopo il parto i familiari della donna si sono scagliati contro il primario.
A presentare la denuncia sono stati i genitori del neonato in coma, la 24enne Ivana Rigano e il marito 34enne Nicola Mangraviti. La Procura della città siciliana ha aperto un'inchiesta contro ignoti: a coordinarla il pm della Procura di Messina Anna Maria Arena.
Ma quanto accaduto quel giorno in quella sala parto non è così chiara. Le smentite sono infatti arrivate da più parti.
"Nessuna lite in sala parto e nessun nuovo caso di malasanità", dicono dalla direzione dell'azienda ospedaliera Papardo-Piemonte che "smentisce categoricamente la ricostruzione giornalistica che è stata diffusa da alcuni organi di stampa e che probabilmente è il frutto di una psicosi, certo non solo giornalistica, che si è diffusa dopo i fatti verificatisi nel mese scorso al Policlinico". "Le notizie di stampa – sottolinea in una nota il direttore generale, Armando Caruso – fanno evidentemente riferimento a due casi ben distinti tra loro, avvenuti in giornate differenti e che opportunamente vanno ricostruite nei dettagli. Il primo caso riguarda un'aggressione subita, cinque giorni fa, da un dirigente medico della struttura di Ostetricia e ginecologia, Rosario Pino, che e' parte lesa. Caso che non ha avuto nessuna rilevanza clinica tant'e' che la madre e il neonato, sono a casa e in buona salute". Riguardo all'aggressione il direttore del reparto ha dato comunicazione all'autorità giudiziaria e avviato un'indagine interna anche per valutare se presentare una querela. "Il secondo caso, ben distinto – osserva Caruso – è avvenuto sette giorni fa e le circostanze risultano totalmente diverse e riguarda altra paziente con tutt'altra storia clinica, assistita al parto da Saverio Esposito. Dalle relazioni presentate dai due sanitari, Francesco Abate e Saverio Esposito, risulta che il parto è avvenuto in modo spontaneo, senza ricorrere al parto cesareo, e nessuna lite si è verificata tra gli operatori in servizio presso la struttura".
"Tengo a precisare che in mia presenza non è mai stato ipotizzato di intervenire con taglio cesareo", ha affermato dal canto suo il ginecologo Saverio Esposito, nella relazione presentata alla direzione generale dell'ospedale Papardo di Messina. "Sono arrivato al Papardo alle 19.30 del 13 settembre – scrive Esposito nella sua relazione – quando era in atto la fase espulsiva. Sono intervenuto nelle fasi conclusive del parto. Purtroppo una spalla del bimbo è rimasta incastrata e quando è nato si è capito che il neonato era sofferente. Non ho partecipato ad alcuna discussione – ha aggiunto – sulla necessità di praticare il cesareo o il parto naturale. Al mio arrivo, infatti, la partoriente era nella fase di espulsione".
Un'altra smentita è arrivata dal presidente dell'Ordine dei medici di Messina, Giacomo Caudo": Ho parlato al telefono con il primario Francesco Abate, che smentisce qualunque lite e aggiunge che i parenti della partoriente hanno aggredito i medici". "Il mio collega mi ha assicurato che la notizia è infondata. Ormai – conclude Caudo – in città si è diffusa una sorta di psicosi dopo la vicenda del Policlinico".
I carabinieri, nei giorni scorsi, hanno a ogni modo sequestrato le cartelle cliniche nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del 'Papardo'. Ed è stato inoltre disposto l'invio dei Nas. "Ho già avviato un'ulteriore istruttoria attraverso i carabinieri appartenenti al nucleo Nas della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale: i documenti che ne deriveranno andranno ad aggiungersi agli atti acquisiti dopo le tragiche vicende del Policlinico di Messina e di Policoro, Piove di Sacco e Reggio Emilia", ha annunciato Ignazio Marino, senatore del Pd e presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale.
"Le strutture sanitarie della città di Messina, per l'irresponsabile comportamento di alcuni e per la mancanza di efficienza sotto il profilo organizzativo, sono diventate simbolo della malasanità in Italia'', ha detto dal canto suo il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando. "Una delegazione della Commissione, si recherà personalmente il prossimo 4 ottobre a Messina per far visita al Policlinico e all'ospedale 'Papardo' – annuncia poi il presidente – al fine di verificare il contesto in cui sono maturati una serie di sospetti casi di malasanità in poche settimane. Nel frattempo invierà una richiesta di relazione all'assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, per chiedere una relazione su quanto accaduto e sollecitare l'adozione di un provvedimento sanzionatorio e/o cautelare nei confronti dei responsabili".
Articlolo scritto da: Adnkronos